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- LA SORGENTE DEL SILENZIO -

UNA VISIONE DEL CORPO FISICO TRA ORIENTE E OCCIDENTE

25/11/2019

IL CORPO FISICO, STUHLA SAREERA.
Il corpo fisico è il nostro corpo più denso, che vibra più lentamente e la cui frequenza è quindi la meno elevata rispetto a tutti gli altri strati. Il corpo fisico permette di muoverci nella dimensione più materiale della nostra esistenza. In molte scuole esoteriche si paragona il corpo fisico alla tuta di un astronauta che viene indossata dall’Anima per fare l’esperienza della vita sulla terra.

 

Così il nostro corpo fisico altro non è che un involucro per la nostra Essenza che esiste indipendentemente dall’esperienza di incarnazione nel mondo. Mentre il corpo fisico ha un’esistenza limitata e deperisce, la nostra Anima, connessa allo Spirito assoluto (Brahman o Coscienza cosmica), scende nel corpo per permettere l’incarnazione e l’esperienza sulla Terra ma una volta che il corpo non può più svolgere le sue funzioni, questa non deperisce ma ritorna allo Spirito per poi rincarnarsi di nuovo sulla terra o in un’altra dimensione, a seconda del corso della sua evoluzione.

 

Secondo alcuni, questo processo durerebbe all’infinito e comprenderebbe ogni vibrazione possibile, dalla più densa alla più rarefatta, secondo altri esisterebbe invece una fase di illuminazione finale con la quale l’Anima tornerebbe a essere tutt’uno con lo Spirito infinito. Che il processo sia infinito e varino le vibrazioni in cui l’Anima continua a fare esperienza, oppure che l’Anima si riunisca con la pura vibrazione dello Spirito all’infinito non è così rilevante, anche perché la nostra mente razionale non è in grado di cogliere che in realtà ogni esistenza, ogni vita dell’Anima, si sta svolgendo contemporaneamente in quanto esiste solo il momento presente.

In ogni caso, ciò che più importa è sentirsi, grazie al nostro intuito, interiormente in risonanza con il fatto che l’uomo finisce con il ciclo di incarnazioni sulla Terra una volta che, grazie all’esperienza della vita terrestre impara a non identificarsi più con la materia, con la sua mente e le sue emozioni, bensì torna a essere consapevole di essere un’Anima immortale. I testi antichi che parlano dell’involucro del corpo fisico puntano proprio l’attenzione su questo aspetto:


“Questo corpo è il prodotto del cibo e costituisce la guaina del cibo. Vive grazie al cibo e muore se ne è privo. È un miscuglio di pelle, carne, sangue, ossa e altre relatività; così esso non potrà mai essere l’eternamente puro Ātman che non deve la sua esistenza a nessuno fuorchè se stesso” - Vivekacūḍāmaṇi(1), sloka 154.


“Prima della sua apparizione esso non poteva esistere, né dopo la sua scomparsa potrà mai essere: la sua parabola è solo un lampo. Le sue qualità sono aleatorie; è per natura soggetto al mutamento; è composto di parti; è inerte e, come una brocca, è un semplice oggetto sensorio. 

 

Tale corpo potrà mai essere l’Ātman, l’indistruttibile Testimone di tutti i cambiamenti fenomenici?” - Vivekacūḍāmaṇi, sloka 155.


Il corpo, composto di braccia, gambe, ecc., non può essere l’"Ātman, perché si può continuare a vivere anche in assenza di una o più di tali parti. Se esso è un semplice relativo che dipende da altro, come può essere l’Ātman, il legislatore universale? - Vivekacūḍāmaṇi, sloka 156.


“L’individuo sciocco pensa: io sono il corpo, l’individuo erudito (nelle scritture) pensa: io sono una combinazione di corpo e Anima vivente, ma il conoscitore, fornito di discernimento pensa: io sono Btahman (brahmanham) e considera il sempre esistente Atma come il supremo Ātman (mahĀtman)”. - Vivekacūḍāmaṇi, sloka 160.


Ecco quindi un primo punto che accomuna Oriente e Occidente: il corpo permette all’Anima di fare esperienza ma deperisce, mentre l’Anima è immortale. Stuhla Sareera è il nostro corpo più denso e lo sperimentiamo tutti i giorni nello stato della veglia(2): dalla nascita fino alla morte. Nello stato di veglia, l’uomo, salvo che non pratichi lo stato di presenza e quindi di auto-osservazione, è identificato con la mente, le emozioni e i cinque sensi di percezione. È lo stato in cui l’uomo vive dal momento in cui si sveglia fino a quando va a dormire.

Il corpo fisico, secondo la scienza yogica, è formato da 16 elementi chimici: idrogeno, ossigeno, ferro, rame, azoto, carbonio, calcio, fosforo, sodio, potassio, zolfo, cloro, iodio, magnesio, selenio e boro. Nei Veda viene chiamato la città dalle nove porte, in quanto è composto da due occhi, due orecchie, due narici, la bocca, l’orifizio genitale e quello anale. Infatti, uno dei nomi di Purusha, l’Anima, è proprio colui che abita la città.

 

Gli strumenti che l’uomo ha a disposizione per lavorare sul corpo fisico sono le asana dello yoga (o altre discipline orientali o occidentali che utilizzano il corpo fisico), la danza, l’alimentazione e la scelta di uno stile di vita che aiuti a mantenere in salutela nostra macchina biologica.A livello più sottile il corpo fisico è composto dai cinque elementi, i tattva in sanscrito: etere (akasa), aria (vayu), acqua (tes), fuoco (ap) e terra (pritivi). Il corpo fisico comprende Annamaya Kosha,letteralmente lo strato del cibo (anna in sanscrito). Questo corpo dipende strettamente da cibo,acqua e aria e a livello più sottile dipende da Pranamaya Kosha, lo strato del prana, dell’energia.Tutti i kosha provengono da Anandamaya Kosha, la dimensione della beatitudine, il piano spirituale.

IL CORPO FISICO NELLA LETTURA DELL'AURA.
In una lettura dell’aura secondo il metodo LECOPEA(3) il corpo fisico ci può dare importanti informazioni non solo sullo stato di equilibrio a livello fisico, ma anche delle indicazioni su quelli che potrebbero essere degli squilibri a livello più sottile. Secondo la legge di Hering(4) un malessere che si è manifestato a livello fisico ha in realtà un’origine più sottile. Quest’ultimo parte dal piano causale, o spirituale, fino a concretizzarsi anche su quello materiale.


Nella prima fase di lettura dell’aura, l’operatore, che è entrato in connessione con il corpo aurico dichi sta ricevendo la pratica, potrebbe accogliere delle informazioni a livello fisico sulla persona. Su questo piano l’informazione arriva attraverso il corpo fisico del lettore e suoi cinque sensi esterni(5), vista, tatto, udito, olfatto e odorato.

Dopo aver preso coscienza della situazione fisica, il lettore resta aperto a forme di intuizione superiori che potrebbero arrivare per interpretare un malessere o la semplice caratteristica corporale. Nonostante la psicosomatica, e altre discipline, abbiano organizzato e descritto nei manuali un sistema di corrispondenza tra uno squilibrio fisico e lo stato mentale o emotivo della persona, è fondamentale che il lettore non faccia un lavoro razionale e logico di recupero di queste nozioni, ma sia invece l’emisfero destro del cervello, quello intuitivo, a guidare in tutta la fase dipercezione. Ad esempio, anche se degli studi hanno riscontrato che nella maggior parte dei casi unaqualsiasi patologia all’intestino è riconducibile a dinamiche legate al lasciare andare, al trattenere,assorbire e alla difficoltà di digestione delle emozioni, ci possono essere delle situazioni eccezionaliin cui questa corrispondenza non si manifesta. Ed è per questo motivo che l’operatore deve manteresempre il focus sulla sua apertura e centratura affinché quella stessa informazione tramite un’intuizione e non tramite rielaborazione.

 

Estratto dalla Tesi di Laura Ruggiero dal titolo "L’interpretazione dei kosha attraverso le letture dell’aura". 

Laura Ruggiero si è diplomata alla Scuola di Lettura dell’Aura - Metodo Lecopea ©. www.letturadellaura.it

 

(1) - Il Vivekacūḍāmaṇi (lett. Il grande gioiello della discriminazione) è una famosa opera letteraria attribuita a Śaṅkara, antico filosofo indiano, uno dei principali esponenti della scuola induista della non-dualità.

(2) - Nella filosofia Samkhya, su cui si basa lo yoga decodificato da Patanjali tra il 200 AC e il 200 DC negli Yoga Sutra, vengono identificati quattro stati di coscienza: lo stato di veglia, di sogno, di sonno senza sogni e di Supercoscienza, o Turya. Solo nello stato di Turya l’uomo comprende di essere un’Anima unita allo Spirito Infinito, a Brahman.

(3) - LE.CO.P.E.A. è l’acronimo di Lettura Corpo Psiche Emozioni Aura ed è un metodo di lettura dell’aura creato da Anna Di Natale e Roberto Mantovani.
(4) - La legge di Hering arriva dall’omeopatia.
(5) - Per convenzione e chiarezza chiamiamo esterni i cinque sensi che vengono utilizzati ogni giorno dall’uomo per
percepire la realtà fisica, quella più densa (e quindi il corpo fisico) e cinque sensi sottili quelli che permettono di
cogliere informazioni legate agli altri corpi sottili. Si parlerà quindi di vista, tatto, udito, olfatto e odorato sottili.

 

 

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