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- LA SORGENTE DEL SILENZIO -

Scienza e Spirito di Nuovo Insieme: la Prospettiva per una Nuova Scuola

07/05/2018

L’essere umano andrebbe considerato su un piano scientifico, ma anche spirituale, con tutte le caratteristiche che agiscono nello spazio tra questi due aspetti, senza tralasciare nulla e con una nuova concezione della vita. Tutte queste funzioni fuse insieme, non sono più la medesima cosa, pur mantenendo una certa specificità, rispetto a quando vengono praticate separatamente, come invece oggi accade. La fusione di discipline diverse, con punti di vista diversi, dà luogo a un potenziamento delle discipline stesse, permette una vera alchimia in chi usufruisce di tale servizio. Le discipline, nella frammentazione, quando soprattutto sono in antitesi tra loro, si tolgono valore e non possono avere un effetto con la stessa intensità. Mi riferisco ai metodi di cura, senza prediligerne uno piuttosto che un altro, ma lo stesso vale nelle diverse sfere umane, come in quella sociale, dell’educazione, dell’economia, delle professioni ad esempio. La fusione, dando luogo a un campo di energia più vasto e arricchito di più strumenti, senza una centralità o una prevalenza di uno sull’altro, crea potenziamento e sostiene l’essere umano senza incontrare i limiti di ogni singolo contesto. Essa permette, non solo un recupero di forze, come ad esempio in un processo di guarigione, ma di aggiungere forze evolutive che spingono a elevarsi.

Un medico, nel curare una persona solo come corpo fisico, ad un certo punto incontrerà dei limiti, un terapeuta della psiche farà lo stesso, così come un terapeuta energetico o uno spiritualista. Io stessa, quando applico ciò di cui sono competente, quindi l’utilizzo dei rimedi naturali nel percorso con la naturopatia, la Lettura dell’Aura e il trattamento energetico incontro dei limiti e, anche se riesco a collaborare, a volte, con altri professionisti, la collaborazione si riduce al fatto che poi l’altro professionista, a cui indirizzo  delle persone, poi porta avanti il percorso, seguendo solo i suoi parametri ed in maniera indipendente. Non è di certo questo su cui voglio porre l’accento, ma sento fortemente che occorre una sinergia. Non esiste una figura che applichi un approccio realmente olistico, non nel senso in cui viene considerato oggi l’olismo. Gli antichi medici praticavano la loro professione  come un’arte, e consideravano la persona nella sua totalità, valutando anche le connessioni astrali e spirituali, ma senza tralasciare di curare il corpo. Un totale ritorno ai tempi antichi oggi non è possibile. E’ anche necessario prendere atto come, nel frattempo, si è conformato l’uomo e quali altre strutture ha sviluppato in sé rispetto al passato, oltre che vedere quali sono stati i cambiamenti di coscienza rispetto all'umanità di un tempo e tanto altro ancora. 

Gli operatori olistici di oggi non hanno nulla a che vedere con ciò che intendo trasmettere in questo articolo, o meglio, con le loro differenti discipline potrebbero rappresentare solo un frammento della figura citata sopra. Occorre però un’apertura ancora più grande e soprattutto collaborazione, cooperazione e creare delle sinergie. Non esistendo già una figura professionale che possa avere tutte queste competenze, occorre formarla, mettendo insieme le diverse forze che originano dalle diverse discipline attraverso i facilitatori che in esse operano. Ho l’idea di una scuola che segua una nuova corrente per costruire nuovi punti di riferimento, contenuti in nuovi paradigmi. Gli operatori che formano un’equipe devono essere disposti, non solo a contribuire con le loro competenze, ma a crescere anche con le competenze di altri, sacrificando anche qualche parametro che, nel lavoro di ricucitura, può risultare inadeguato, per favorire l’unione, senza centralità, senza identificazione assoluta con il proprio punto di vista, ma con l’apertura ed il forte intento di guardare oggettivamente l’essere umano da una finestra prima più grande e poi affidata all'infinito. So che ciò non è facile perché ogni operatore vuole essere l’operatore della tal disciplina. Sono consapevole del fatto che poter realizzare un progetto di questo tipo comporta di entrare in un’ottica completamente nuova, abbandonando alcune precedenti strutture mentali. Un progetto dunque che non trascura un percorso di profonda esplorazione di sé per chi lo porta avanti. Vedo questo percorso come una direzione che, distillata dalla confusione che regna oggi nel mondo, traccia una forma essenziale, attraverso una paziente e umile pratica di cucitura, nella perseveranza e con dedizione, per sostenere i passaggi evolutivi dell’umanità.

 

Anna Di Natale

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