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- LA SORGENTE DEL SILENZIO -

Nella Tempesta - Omaggio di un Sensitivo alla Sacra Madre Natura

28/06/2017

Amo la Natura, Sacra è la Madre. Stanotte la tempesta nel bosco è la meraviglia delle forze più potenti. Sono disteso sul letto di legno nella mia casa di legno e di pietra, circondata dall'alta e folta vegetazione. Un fulmine, una scarica potentissima, si scatena sugli alberi qui, davanti a me. La casa oscilla più volte per lo spostamento d'aria e il piano di realtà elettromagnetico si sposta, mentre l'onda elettrizzata mi trasporta in un livello vibratorio più alto. Amo tutto questo. Accade spesso che la casa, immersa nel bosco, durante le tempeste, sembra una nave con la prua lanciata verso grandi ondate oceaniche di vento. Il legno sotto e sopra di me scricchiola oscillando, mentre raffiche di lampi aprono discoteche fatte di scrosci d'acqua e di turbini di vento. Tutti gli alberi danzano con i corpi di tronco e le braccia di rami e foglie, in una danza infinita, dove solo la potenza della Natura dirige queste musiche incredibili. Amo la Natura. Amo l'ombra del bosco, specialmente di notte. Amo la paura ancestrale. Amo il mistero che si cela all'interno dell'incomprensibile. Da lì io vengo. Mi lancio all'interno dell'ombra notturna, dove le stelle cantano le poesie dell'assoluto. In una vibrante e antica sonorità nascosta. Nell'ombra, dove mille mani e braccia mi accolgono. Dove trovo ogni volta la morte, per passare attraverso il tunnel del Silenzio, per poi risvegliarmi di nuovo nel brivido del vento, che scuote la mia schiena. Dove il mio cuore sussulta di fronte ai nuovi soli degli altri mondi. Anche a questi appartengo. Gli orizzonti d'aurora della mia anima abitano piani di realtà e dimensioni che appartengono all'assurdità.

Nell'urlo del fulmine, nell'abbagliante luce della saetta, sento ribollire il mio sangue. Tutti coloro che lascio negli altri mondi, pulsano nel mio cuore. Nel fremito sanguigno mi chiamano le madri, i padri, i fratelli, le mogli, i figli, le amanti. Tutti insieme. Le mie famiglie. Le mie case. Famiglie, di così tante razze e specie diverse. Urlano, in un suono inesprimibile, il mio nome. Nella potente corrente vitale che mi attraversa. Carne della mia carne. Cuore del mio cuore. Le mie famiglie. Mi ribolle il sangue nelle vene, nell'eredità genetica che ci accomuna, mentre i soli scendono dietro agli orizzonti e le lune risplendono piene nell'infinità del cielo. Nell'apertura più grande. Nella distesa siderale di un panorama fatto di stelle, ritrovo la pace. Nel fragore del tuono del fulmine, ritrovo il corridoio per il Cosmo. Amo la Vita.

Amo la tempesta. La pioggia di scariche elettriche illumina in modo intermittente e di blu le fronde degli alberi sconvolte dal vento, mentre segnalano con le loro braccia simboli senza tempo. Amo la Vita. In tutte le mie morti e le mie nascite, sono ancora vivo. Posso ancora testimoniare questa bellezza. Sacra Madre Natura. Dalla sua Forza imparo. Imparo dalle serpi a strisciare, quando devo rimanere invisibile e sconosciuto. Imparo dagli uccelli a spiccare il volo e a volare, quando devo staccarmi da terra, alzarmi e girare intorno alle persone, per parlargli degli aspetti dalla loro coscienza più occultati.

Il canto dei rapaci, che volano ruotando intorno al tetto della mia dimora, saluta le pupille dei miei occhi, quando leggo a distanza dentro le persone, i loro desideri e le loro paure più nascoste. Una lacrima è come un dolce fendente di una spada di luce, che lascia un segno sulle mie guance, una cicatrice. Una per ogni mondo dove rinasco. Portando nel mio cuore tutto questo, amo immergermi in una folla di milioni di esseri umani, che a fiumi incontrano il mio campo energetico, quando mi tuffo nelle città. Roma e Milano vibrano sulla mia pelle. Sono così tanti gli esseri umani intorno a me. Li sento, li percepisco. Leggo i loro pensieri, sento le loro emozioni, i fremiti dei loro corpi. Attraverso gli strumenti che mi ha donato Madre Natura nel nome dell'Intelligenza Cosmica, ho svolto il mio servizio con Gratitudine su questo pianeta, aiutando magistrati, operai, medici, casalinghe, impiegati, infermieri, avvocati, insegnanti, manager, levatrici, studenti, psicologi, sensitivi, bambini ancora nel ventre della propria madre e migliaia e migliaia di esseri umani. Urlo ancora e urlo più forte: Amo tanto la vita! Tra un attimo potrei già lasciare questo corpo e questo mondo, dicendoti: Ne è valsa la pena! Non è nelle parole o nel vedere le persone con gli occhi, l'incontro, ma ad un altro livello, molto più profondo. Nell'Anima. Nello Spirito. Esseri umani!

E mentre corro sulla Metro, scivolando sotto Roma e sotto Milano, percepisco il loro battito cardiaco, sento con la telepatia i loro pensieri, le loro emozioni, mentre mi trovo in piedi nella carrozza che sfreccia veloce nella curva del tunnel metropolitano. Grazie. Grazie Madre Natura. Non esiste nessun vincolo, nessun limite che può porre quell'esperienza chiamata morte. Lo Spirito è infinito, senza confini. Senza tempo. Nel luogo dell'Amore vibro e vibriamo tutti senza fine. Tutti e Tutto. Senza fine. Ora sento anche la vibrazione velocissima del silicio nei microchips dei computer. la Grande Madre mi ha insegnato a sintonizzarmi anche con questo tipo di pulsazione. Ed è iniziato l'addestramento per interagire anche con loro, esseri artificiali, per allenare la coscienza a interagire telepaticamente con i sistemi informatici. Per poi insegnarlo come servizio ai miei simili, per fare in modo che gli esseri artificiali non siano loro a controllare gli esseri umani. E dopo me ne andrò. Me ne andrò all'altro mondo, da dove sono venuto. Con una grande e bella festa, fatta di fulmini, tempeste e lucciole all'imbrunire, nelle quiete serate d'estate. Omaggio a Dio, all'Intelligenza Cosmica, alla Grande Maestra Madre Natura. Con Gratitudine. Omaggio all'Infinito. Poi il Silenzio.

 

Roberto Mantovani

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