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- LA SORGENTE DEL SILENZIO -

La Missione dell’Anima nell’Incarnazione

05/09/2018

L’anima veicola la voce dello spirito e transita nella dimensione terrestre, per fare esperienza della densità e delle forme che vi sono contenute. Nella densità, infatti, l’anima incontra tutte quelle situazioni, a volte di sconforto e di tristezza, come ad esempio tutte le problematiche di comunicazione e di comprensione nelle famiglie e nelle relazioni più importanti, oppure il fatto di subire o infliggere violenze. Altre volte invece incontra dei successi e delle realizzazioni. L’anima quindi si riveste di un corpo fisico, che le consente di camminare sulla terra e di portare avanti il suo progetto, costituito da diverse tappe e incontri e che le consente di recitare quei ruoli prestabiliti prima della nascita. Esiste dunque un progetto, una missione, un piano di volo che consentirà all'anima di suonare le sue note.

Tale tragitto che l’anima percorre è rappresentato da un fine comune, che è quello di incarnare la sua luce, comunque vadano le cose, per illuminare il mondo. Oltre al fine comune, vi è una storia personale con una continuità che delinea il percorso spirituale.

La forma del corpo fisico è un elemento che fa parte del progetto e ha determinate caratteristiche perché, nella densità, riflette le scelte dell’anima.

Durante le fasi dell’incarnazione, durante la discesa nella materia, dunque, l’anima si accorda con le forze spirituali, per progettare ciò a cui sarà destinata, portando con sé delle linee guida. Nascendo si entra però nell'oblio e il progetto viene dimenticato. Sarebbe troppo ricordare tutte le incarnazioni, anche perché possono esserci delle vite in cui l’anima ha scelto di fare esperienza di eventi molto drammatici, ad esempio potrebbe essersi incarnata nelle vesti di un assassino e, ricordando porterebbe con sé grossi rimorsi.

Ci sono quindi delle prove che l’anima affronta durante tutta la vita, come degli appuntamenti prefissati. A partire dai genitori, la famiglia e tutte le relazione che tessiamo, tutto era già stato stabilito prima di nascere. Si può anche mancare a questi appuntamenti, o deviare dai binari tracciati precedentemente. Questo è possibile perché esiste il libero arbitrio, che consente di vivere delle varianti rispetto al progetto e di allontanarsi da esso. Per facilitare lo scorrere della nostra vita, le nostre guide faranno in modo di avvertirci di questo allontanamento, per noi inconscio, attraverso dei segnali, delle sincronicità. Le guide utilizzano le loro infinite risorse, per crearci degli eventi di impedimento o mostrandoci qualcosa di favorevole. Potremmo anche non cogliere i segni e non seguirli, sempre per via del libero arbitrio, ma in questo caso si viene a creare una ciclicità con il ripetersi di alcuni eventi, dove instancabili le nostre guide si prendono cura di noi, per aiutarci a tornare ai patti originari, stipulati con le forze spirituali. Alcuni incidenti, malattie o altri eventi che ci ostacolano ci stanno parlando e, a volte, nel caso degli impedimenti, ci stanno proteggendo dall'andare fuori strada rispetto al nostro destino. Potremmo chiederci, ogni volta che accade: “Che cosa mi costringe a fare questa situazione?” oppure “Che cosa mi impedisce di fare?”.

Imparare a interpretare intuitivamente i segni aiuta ad ascoltare i messaggi delle nostre guide ed eventualmente a tornare sulla retta via.

L’anima incarnandosi porta con sé delle risorse. Si tratta dei talenti, delle qualità sviluppate in altre vite. I talenti potrebbero non essere totalmente manifesti, ma sono comunque presenti in potenziale e manifestabili. A volte alcuni talenti sono coperti da difficoltà, che costringono a rivolgere l’attenzione verso di loro, per scoprire la qualità latente attraverso l’intuizione.

Nella percezione del campo aurico, diversi indizi rivelano talenti animici e, prenderne coscienza è come riportare alla luce reperti sepolti nell'oblio. Accogliere nel nostro cuore, tutte quelle esperienze che l’anima sceglie, ai fini evolutivi, ci permette di trasformare ciò che rallentava il nostro fluire nella sacra esperienza della vita e nel riconoscere il divino in noi.

Anna Di Natale

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