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- LA SORGENTE DEL SILENZIO -

La Divina Proporzione e la Spirale Meravigliosa

09/08/2018

Nel percorso intrapreso nella Scuola di Lettura e Trattamento sull’Aura con il Metodo Lecopea, uno degli aspetti che più mi ha colpito è stato scoprire parti di me stesso che non conoscevo e, soprattutto, “capire” in modo non razionale, ma intuitivo, che siamo un tutt’uno con la vita ed in costante collegamento gli uni con gli altri. Il percorso di crescita e di guarigione interiore intrapreso, a tratti anche duro, in quanto mi ha costretto a prendere atto dei miei limiti per portarli in superficie, ascoltarli e riconoscerli, ha cambiato il mio modo di vedere il mondo e la vita stessa, riconoscendo che esiste un’armonia e delle leggi codificate nell’universo stesso, che permeano l’esistenza di tutte le creature. Il messaggio che il Grande Architetto, Dio, l’Universo ci lascia è complesso nella costruzione generale, ma semplice nel concetto, tutto è armonia e quello che non lo è, che va contro questo aspetto, prima o poi sarà destinato ad esaurirsi e scomparire. L’armonia si può manifestare in tanti modi, ma il più ricorrente e riconosciuto dall’umanità è tramite i numeri, sequenze regolari e proporzionali di numeri che si manifestano nel cosmo, nella vita e in noi stessi. Gli antichi conoscevano questi aspetti, nella cultura classica occidentale fu Pitagora a riconoscerne il significato. Uno dei motti della scuola di Pitagora era la frase “Tutto è numero”. Nel fare comune i numeri sono utilizzati per effettuare calcoli matematici, o per esprimere certe concezioni naturali come lo spazio, la forma ed il tempo, ma i numeri hanno anche un ben preciso simbolismo e significato esoterico. Essi, infatti, esprimono non solo delle quantità, ma anche delle qualità. I numeri non sono solo espressioni matematiche, ma simboleggiano degli archetipi, dei principi, delle idee-forza, sono in sintesi come un vero e proprio linguaggio astratto e coinciso delle leggi che regolano e ordinano l’uomo e l’universo, il microcosmo e macrocosmo, in quanto rappresentano l’espressione della sapienza e potenza creatrice divina. Il numero come modulo del cosmo; tutte le cose al mondo sono stabilite e regolate da questo archetipo direttore che struttura, modula e mette armonicamente ordine in tutto l’universo, in quanto appunto “tutto è numero”.

Pitagora trasformò lo studio di materie come l’aritmetica, la geometria, la musica in “scienza sacra”, in quanto risalì ai principi superiori che stanno dietro ai numeri e alle figure geometriche. In questa scienza sacra, che rappresenta un linguaggio universale, è presente l’armonia della forma, armonia che è causata e governata dalla proporzione, ossia dal rapporto ben accordato, armonico e ritmico di tutti gli elementi di un’opera, riuniti in un tutto-unità. Tra i tanti rapporti e questioni della geometria e dell’aritmetica pitagorica, spicca la famosa proporzione aurea, chiamata dagli antichi pitagorici semplicemente “la sezione”, poi definita nel 1509 la proporzione divina dal frate francescano Luca Pacioli. Keplero nel 1600 lo battezzò “il gioiello della geometria”. Solo intorno al 1800 questo rapporto fu nominato come la sezione aurea, mentre l’espressione di “numero d’oro” che designa la cifra numerica esprimente il valore matematico (1.618), è entrato in uso nell’epoca contemporanea. Lo studio matematico di questo speciale rapporto e delle sue applicazioni porta interessanti scoperte. Gli egizi lo impiegavano nei loro processi creativi, allo stesso modo la struttura spaziale del Partenone nell’antica Grecia è fondata su questa proporzione, così nei dipinti del rinascimento. Platone nel Timeo, lo ha considerato la chiave interpretativa della fisica del cosmo. Gli esempi in natura e nella storia sono molteplici e tutti portano a dimostrare l’importanza, il mistero e la forza di questa speciale proporzione, e di come essa sia veramente una costante, una legge che esterna, governa e armonizza il ritmo ed i processi accrescitivi del microcosmo e macrocosmo.

“Osservando con attenzione le forme della natura e del paesaggio possiamo scoprire strutture geometriche perfette. A volte queste geometrie sono facilmente riconoscibili, altre volte sono meno evidenti e necessitano di un’analisi più approfondita.” Come descrivono i classici “Le curve della vita” di Theodore Cook e “Crescita e forma” di D’Arcy Thompson, spesso si trovano esempi di spirali logaritmiche in ambito naturale.

Nello studiare e percepire il campo energetico umano detto Aura, uno degli aspetti più ricorrenti è la presenza di spirali. L’aura è un campo energetico vibrante che non solo circonda il corpo fisico, ma lo raggiunge in profondità ed è attraversato da un flusso di informazioni, che riguardano il vissuto di una persona e la sua storia attraverso altre vite. Il DNA con la sua forma a spirale, funziona come una porta di collegamento con il nostro inconscio, ma anche con il resto dell’universo….

Tra i 7 Chakra presenti nel corpo umano, il quarto Chakra del cuore possiede al suo interno una singolarità quantica simile ad un mini buco nero che attrae a sé i Fotoni (particelle + onde elettromagnetiche). L’energia positiva è presente nel  7° Chakra detto della Corona e attratta da questa singolarità scende verso il basso,  allo stesso modo è attratta l’energia negativa che entra dal 1° Chakra detto della Radice. Il movimento dell’energia non è lineare, ma segue un andamento spiraliforme che si sviluppa come sulla superficie di un infinito Cono. Le due energie percorrono il nostro corpo energetico con andamento spiraliforme fino a congiungersi nel centro del nostro cuore, qui vengono equilibrate e ritrasmesse all’esterno formando un campo energetico multicolore di forma toroidale, l’aura umana. L’energia in un Toro è bilanciata, si autoregola, ed è sempre integra, in qualsiasi scala noi osserviamo il nostro Universo. Questa dinamica toroidale è visibile a vari livelli, uno di essi è il livello delle Galassie, enormi strutture rotanti composte da miliardi di Stelle, hanno di solito l’aspetto di grandi bracci di Galassie che ruotano con un vortice che si diparte dal centro al bordo dell’alone galattico che le circonda. Le stelle si spostano dal centro verso il bordo del disco galattico, qui seguono l’alone esterno del campo energetico del Toro scendendo poi nel vortice verso il Centro e ripetono il ciclo precedente in modo simile, ma mai identico. Questo modello si riproduce sia in Micro che in Macro scala, è la forma più comune che si riscontra in campo energetico e fisico.

Per spiegare la regola che si manifesta dietro la forma toroidale ed in particolare quella a spirale, viene utilizzata una famosa sequenza legata al numero d’oro è la così detta “Serie di Fibonacci” di Leonardo Fibonacci, noto come il “Leonardo di Pisa” vissuto tra il 1100 ed il 1200, la cui costruzione è ingannevolmente semplice, in quanto partendo dall’unità e dalla sua emanazione la serie continua con altri numeri che sono determinati dalla somma dei due precedenti:

1-1-2-3-5-8-13-21-34-55-89 Infatti: 1+1=2, 2+1=3, 3+2=5, 5+3=8, 8+5=13…

Nel settecento si scoprì che questi rapporti convergono su un numero irrazionale i cui primi termini sono 1,618034. Questo significa che ogni numero è circa 1,618034 volte più grande del numero che lo precede. Era noto come il numero aureo che gli antichi greci chiamavano proporzione divina. Applicando la sequenza di Fibonacci è possibile costruire una spirale aurea detta spirale logaritmica che, al contrario di come si potrebbe credere, non è equivalente alla spirale archimedea. Infatti le distanze fra i bracci di una spirale logaritmica aumentano secondo una progressione geometrica, mentre in una spirale archimedea queste distanze sono costanti, in particolare, le distanze tra i bracci della spirale aumentano secondo una progressione geometrica, per questo la curva è chiamata spirale geometrica o proporzionale. Il matematico svizzero Jakob Bernoulli (1654 – 1705) definì la curva “Spira mirabilis”, la spirale meravigliosa, si riferisce proprio al fatto di non avere né un inizio né una fine: la proprietà per cui la curva esegue infinite evoluzioni verso il suo centro è detta “auto-somiglianza”. Il rapporto aureo si manifesta in natura attraverso il rapporto in sezione aurea degli elementi esaminati oppure tramite forme geometriche, per esempio le strutture a spirale, attraverso la successione di Fibonacci. In natura la posizione delle foglie e la disposizione dei petali e dei semi di alcune specie seguono la forma della spirale logaritmica. La fillotassi, ovvero lo studio della disposizione dei diversi elementi nelle piante, spiega che la crescita di rami, foglie, semi e squame avviene in modo da essere ottimale e meno dispendiosa possibile: lo scopo è ridurre lo spreco di spazio.

La sequenza di Fibonacci e la relativa spirale sono riscontrabili nel mondo delle piante e dei frutti. Per esempio, i semi del girasole sono disposti secondo due gruppi di spirali logaritmiche poiché gli elementi di infiorescenza del fiore crescono in modo da occupare nel modo più efficiente lo spazio circolare al centro del fiore. Il numero delle spirali dipende dalle dimensioni del fiore, ma in genere sono 55 disposte in un senso e 34 nel senso opposto. Anche nella pigna le squame sono disposte secondo spirali auree e allo stesso modo alcuni cactus e alcune pianti rampicanti. Ma di esempi se ne potrebbero fare tantissimi, come l’ananas, il cavolfiore romano, la disposizione dei petali delle rose e la disposizione dei soffioni del cosiddetto “dente di leone”.

Tuttavia la spirale di crescita si può più facilmente ritrovare nelle conchiglie dei gasteropodi (phylum dei molluschi): lumache, chiocciole, trottole di mare, jantine e fasciolare presentano coloratissime conchiglie a forma di spirale meravigliosa. Anche guardando i fossili, come i foraminiferi o le ammoniti, possiedono questa forma. Tutte queste strutture crescono secondo una crescita per addizione (accumulazione interna) e una crescita isometrica (un semplice ingrandimento), in questo modo, aumentando il passo della spirale, non è necessario correggere alcun equilibrio. Curiosamente anche gli insetti (phylum degli artropodi) hanno a che fare con la spirale logaritmica: perché gli insetti vanno a sbattere contro la griglia elettrificata delle lampade fulminanti? Sorprendentemente perché seguono una spirale logaritmica come traiettoria. La maggior parte degli insetti, infatti, si “orienta” nello spazio in base alla posizione del sole (o della luna), mantenendo un angolo fisso rispetto ai raggi di luce: la velocità del moto dell’insetto dipende da tale angolo.

Per questo, essendo il sole un riferimento decisamente lontano, essi negli spazi aperti si muovono liberamente secondo traiettorie rettilinee. Tuttavia nel momento in cui l’insetto assume come riferimento la luce della lampada, molto vicina, seguendo un angolo constante piccolo (secondo una spirale) si avvicina sempre di più all’oggetto elettrizzato e entra in contatto con la lampada. Uno degli animali che sfrutta le proprietà della spirale è il falco pellegrino, uno degli uccelli più veloci al mondo (può raggiungere la velocità di 300 km/h durante la caccia) e uno dei predatori più temibili. Il biologo VanceA. Tukersi chiese come mai il falco per piombare su una preda non scegliesse una traiettoria rettilinea, più breve e veloce e arrivò a calcolare che il percorso seguito è proprio una spirale aurea. Dal punto di vista pratico questo accade perché il falco, avendo gli occhi laterali, per vedere precisamente la preda dovrebbe ruotare la testa e perdere aereo-dinamicità. Invece percorrendo una spirale meravigliosa, il cacciatore non perde di vista la preda e ottimizza al meglio la velocità.

Anche per i mammiferi la crescita delle corna (per famiglia dei caprini, ad esempio l’ariete), delle zanne (ad esempio degli elefanti), degli artigli e delle code di alcune specie, segue lo stesso principio di crescita delle conchiglie dei gasteropodi. Le code più sorprendenti sono quelle del camaleonte e del cavalluccio marino. Sorprendentemente anche elementi naturali inorganici rimandano alla spirale mirabile: i cicloni tropicali, intense perturbazioni caratterizzate da venti e piogge violente, ma anche i tornado (le trombe d’aria), sia terrestri che marini, assumono la forma di immense spirali logaritmiche. I venti dei cicloni in pieno sviluppo convergono verso il centro a velocità che possono raggiungere i 300 Km/h, descrivendo spirali quasi perfette, antiorarie nell’emisfero boreale e orarie in quello australe. Sembra che anche le onde dell’oceano nel momento in cui raggiungono la maggior altezza seguono una forma logaritmica. Ritroviamo la spirale logaritmica tra le strutture più complesse formanti l’intero universo: le galassie. Le circa 100 miliardi di galassie dell’universo sono state classificate secondo la loro forma nel 1926 dall’astronomo americano E. Hubble. La classificazione suddivide le galassie in ellittiche, a spirale, a spirale barrata e irregolari. La Via Lattea (dal latino Via Lactea), la galassia alla quale appartiene il sistema solare, in base agli studi più recenti pare che sia, da un punto di vista strettamente morfologico, una galassia spirale barrata, ovvero una galassia composta da un nucleo attraversato da una struttura a forma di barra dalla quale si dipartono i bracci di spirale che descrivono una spirale logaritmica (come d'altra parte fanno tutti i bracci delle galassie spirali), con un'inclinazione di circa 12 gradi.

La proporzione aurea fu usata fin dall’antichità, facendo un piccolo excursus artistico, essa fu molto utilizzata come rapporto armonico nelle costruzioni architettoniche: la ritroviamo nella disposizione geometrica delle piramidi egizie e, in particolare, nelle proporzioni della piramide di Cheope.

Infatti i 4 lati triangolari di questa piramide hanno una angolazione di esattamente 51,84° rispetto alla base. Se si misura la distanza fra la punta della piramide e il centro di un lato della base quadrata, si nota che questa distanza è esattamente 1,618034... volte la distanza fra il centro della base quadrata e il centro di un lato.

Altri esempi significativi sono inoltre il “Partenone” nell'Acropoli Ateniese che dimostra le conoscenze già avanzate dei Greci nel campo del numero aureo e le proporzioni delle Cariatidi che reggono l’ Eretteo. La sezione aurea suscitò grande interesse anche tra gli artisti e i matematici del Rinascimento, tra cui Leonardo da Vinci, Piero della Francesca e Leon Battista Alberti, era allora nota come “Divina Proporzione” e veniva considerata quasi la chiave mistica dell’armonia nelle arti e nelle scienze. “De divina proporzione” è anche il titolo del trattato redatto dal matematico rinascimentale Luca Pacioli. Il trattato fu pubblicato nel 1509 ed ebbe notevole influsso sugli artisti e sugli architetti del tempo, specie Leonardo Da Vinci, che la applicò in moltissime sue opere, prime fra tutte “La Gioconda” e nel disegno de “L’Uomo vitruviano”. Da lì molti furono i seguaci di tale numero armonico, partendo da Botticelli ne “La nascita di Venere” fino ad arrivare al pittore giapponese Hokusai in “La grande onda di Kanagawa”.

L’interesse e il fascino suscitati dal rapporto aureo risiedono nel fatto che si possono incontrare negli ambiti più disparati e dove meno li si aspetta, in situazioni e fenomeni che non sono fra loro collegati. Per esempio, eseguendo una sezione trasversale di una mela, seguendo i bordi esterni potremo notare la forma della spirale aurea. Inoltre, si evidenzia il pericarpo che contiene i semi disposti in modo da formare una stella a cinque punte, figura geometrica in cui è possibile ritrovare la sezione aurea: il lato e la base di ognuno dei cinque triangoli che la compongono stanno in un rapporto aureo. Altri esempi di sezione aurea si ripropongono nel nostro corpo. Per esempio, se misuriamo le dita della nostra mano, noteremo che i rapporti tra le lunghezze delle falangi del dito medio e anulare sono aurei. Così come è aureo il rapporto tra la lunghezza del braccio e l’avambraccio, tra la lunghezza della gamba e la sua parte inferiore. Ma la prova più evidente di come il rapporto aureo può influenzare in modo notevole il nostro occhio è data dal volto umano. L’uomo ha acquisito nel corso del tempo un concetto di bellezza che si credeva fosse dovuto ad un puro istinto, ma se andiamo ad esaminare un volto che definiamo “bello” è facile scoprire come le distanze tra gli elementi che compongono il viso sono strettamente legati alla proporzione aurea. Anche i compositori si sono serviti della proporzione aurea nelle loro partiture musicali. In questo caso, il tempo sostituisce lo spazio come dimensione da dividere. Per quel che è dato sapere, l'uso musicale della proporzione divina non fu intenzionale fino al Novecento; ciò convalida l'idea che la proporzione è naturalmente piacevole. Per esempio, la parte finale del violino, come la chiave di violino, portano con loro la famosa spirale aurea. Nell'apparato uditivo umano, cui compete la selezione dei suoni, si deve poter riscontrare il principio della sezione aurea. Ciò è riscontrabile, per esempio, nella strutturazione a nautilus della coclea dell'orecchio umano, situata alla fine dell'orecchio interno.

Uno degli aspetti approfonditi durante il corso di lettura e trattamento dell’aura, è l’approccio intuitivo, che permette all’operatore di elaborare in modo personale ed introspettivo le informazioni ricevute dall’esterno, questo mi ha permesso di elaborare le relazioni tra fenomeni naturali (dal fiore alla galassia) legati alla semplice descrizione di una curva matematica.

Personalmente mi è ignota la ragione per la quale l’universo è retto da leggi matematiche, viene la forte tentazione di umanizzarla con l’immagine di un progettista o di un Dio matematico, sarebbe meglio dire che Dio (le leggi dell’universo) è (anche) matematica. Ed in questo, come in tante altre cose, “gli antichi” erano molto più avanti di noi “uomini moderni”.

Tratto dalla Tesi di Alessio Tron dal titolo “La Geometria Sacra e l’Energia della Vita”

Alessio Tron si è diplomato alla Scuola di Lettura dell’Aura - Metodo Lecopea ©.

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