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- LA SORGENTE DEL SILENZIO -

Il Sistema dei Chakra

29/08/2018

Il sistema dei chakra è un modello filosofico dell’universo su sette livelli. E’ nato in India più di quattromila anni fa; se ne parla nei testi dei Veda, nelle più tarde Upanishad, negli Yoga Sutra di Patanjali e più diffusamente nel XVI secolo da parte di uno yogi indiano in un testo intitolato Sat-Chakra-Nirpana. Nel 1920 la conoscenza dei chakra giunse in occidente grazie ad Arthur Avalon con il suo libro The Serpent Power e attraverso la tradizione e la pratica dello yoga, disciplina che collega l’individuo con il divino, attraverso le pratiche mentali e fisiche che uniscano la nostra vita materiale e spirituale. Questo scopo viene raggiunto passando attraverso gli stadi della coscienza sempre più evoluti. Oggi essi sono un concetto diffuso come unione tra aree del corpo e della psiche e i relativi regni metafisici. Non sono entità fisiche in sé per sé; come le sensazioni o le idee, non possono essere considerati degli oggetti fisici e tuttavia hanno un forte effetto sul corpo, poiché costituiscono la realizzazione dell’energia spirituale sul piano fisico. I modelli dei chakra sono programmati nel nucleo più profondo della connessione tra mente e corpo e si trovano in stretto rapporto con le nostre funzioni  fisiche. Come le emozioni influenzano il nostro respiro, il battito cardiaco e il metabolismo, così le attività dei chakra influiscono sull’attività ghiandolare, sulla forma del corpo, sulle affezioni  fisiche croniche, sul pensiero e sul comportamento. Facendo uso delle tecniche quali lo yoga, la respirazione, la bioenergetica, l’esercizio fisico, la meditazione e le visualizzazioni, possiamo di volta in volta influire sui  chakra, sulla nostra salute e sulla nostra vita. Uno dei pregi essenziali di questo sistema è quello di poter essere applicato tanto al corpo che alla mente e di potervi accedere attraverso entrambi. I testi antichi parlano di 88.000 Chakra: praticamente ogni punto del corpo umano è in grado di captare modificare e distribuire l'energia. Tali centri si addensano soprattutto nella nuca, attorno alla milza, nei palmi delle mani e nella pianta dei piedi. Ma si tratta di centri minuscoli che nell'intero quadro energetico hanno poca rilevanza. I chakra sono centri di energia e di consapevolezza estremamente importanti, perché hanno la funzione di assorbire l’energia universale per alimentare i vari livelli del campo energetico, collegarli con il corpo fisico, e rilasciare energia all’esterno. Un chakra è un centro d’attività che riceve, assimila ed esprime l’energia della forza vitale.

Il nome deriva dal sanscrito, appartenente all’antichissima India, con diverse traduzioni che rimandano sempre al significato di una “forma circolare”: cerchio, ruota o vortice e si riferisce ad una sfera ruotante bioenergetica che emana dai più importanti gangli nervosi che si diramano dalla colonna vertebrale. Il loro buon funzionamento è assai importante, poiché essi influenzano sia la psiche sia il fisico; uno squilibrio può causare disturbi od alterazioni di carattere psicologico con consequenziale insorgenza di diverse patologie a livello fisico. I chakra sono chiamati anche Padma, che significa loto,  perché vengono rappresentati come fiori chiusi, semichiusi o aperti, con differenti numeri di petali che aumentano in ascesa, i quali possono rivolgersi verso il basso, alla Terra, o verso il Cielo, sempre a secondo il livello della coscienza raggiunto dalla persona.

Sette invece sono i chakra principali, che formano l'essenza del Kundalini Yoga, tutti disposti lungo l'asse cerebrospinale, o Sushumna, il canale fondamentale di energia. I primi sei sono all'interno del corpo, mentre il settimo si trova all'esterno, sulla sommità del capo. Quelli più  bassi che sono posizionati alla terra, sono in rapporto con gli aspetti più pratici della vita: sopravvivenza, azione e movimento. Quelli superiori rappresentano aree mentali e funzionano sul livello simbolico, attraverso le parole, le immagini e i concetti. Ogni chakra contiene memoria di tutto quello che è stato vissuto dall’individuo e dalla propria linea genetica; immagazziniamo ricordi, sentimenti, modelli e convinzioni che poi manifestiamo nella nostra vita. Ciascuno di loro, inoltre, viene a rappresentare un’area importante della salute della psiche umana, che possiamo brevemente riassumere come segue: 1) sopravvivenza, 2) sessualità, 3) forza, 4) amore, 5) comunicazione, 6) intuizione e 7) cognizione.

Essi sono in relazione con i cinque elementi: terra, acqua, fuoco, aria e etere. La tradizione indiana  simboleggia ogni essere umano con un fiore di loto che affonda le radici  nel fango (Terra), sviluppa il gambo attraverso l’acqua (Acqua), si eleva al sole (Fuoco), schiude la corolla dei petali nell’aria (Aria), aprendosi allo spazio (Etere). La  Terra è solida e densa, principio universale della gravitazione, l’ Acqua è senza forma e fluida,  forza coesiva dei corpi, delle molecole, della linfa e dei succhi vitali; il Fuoco è  l’energia in tutte le sue forme, la trasformazione, il metabolismo, l’attività enzimatica e ormonale, l’Aria è anche la forza che dà movimento alle galassie, ai pianeti, agli elettroni, l’Etere è lo spazio, il suono, la pulsazione ritmica creatrice. L’uomo è come un’antenna posta tra il Cielo e la Terra, tramite i chakra, capta energie della terra così come le energie del corpo. Tutti i chakra formano una specie di scala di Giacobbe, che unisce le polarità del Cielo e la Terra, della mente e del corpo, dello spirito e della materia. Queste polarità esistono in un continuum, dove i chakra sono gradini ascendenti, che si concretizzano all’interno dei processi vitali. Ogni passo verso l’alto si muove da un ben definito stato vibrazionale pesante ad una forma superiore, più libera e sottile. Ciascun passo verso la forma e la solidità.

Poiché vi sono sette per i chakra e sette colori nell’arcobaleno, la vibrazione più bassa della luce visibile, il rosso, è associata al chakra di base la più rapida e breve, il viola, a quello della calotta cranica. Ciascuno degli altri colori (arancione, giallo, verde, blu e indaco) rappresenta i gradini intermedi. Man mano che impariamo ad aprire e sanare i chakra che sono in noi, diventiamo il Ponte dell’Arcobaleno, legame tra Terra e Cielo. Grazie a specifici esercizi di meditazione, l'individuo può riuscire a "svegliare" la forza spirituale Kundalini, dormiente in forma di serpente arrotolato alla base della colonna vertebrale, nel primo chakra. Una volta attivata, Kundalini prende a salire, attraversando uno dopo l'altro i chakra successivi, creando stati sempre più particolari di consapevolezza, di beatitudine (ananda) e facendogli acquisire poteri psichici. Riuscire a entrare in contatto con questi centri, riconoscerne le qualità, potenziarne le attività è fondamentale per ottenere un equilibrio sempre più armonico. Per questo, i chakra vengono chiamati anche centri di coscienza.

Ognuno di noi ha in sé entrambe le polarità energetiche maschile e femminile e i nostri chakra le contengono e le esprimono. Quelli con carica positiva hanno un movimento orario, quelli con carica negativa hanno un movimento antiorario. Gli uomini hanno il primo chakra con carica positiva, le donne con carica negativa. La loro perfetta funzionalità  e correlazione è sinonimo di perfetta salute, mentre l’apertura  totale di ognuno di esso  è sinonimo di evoluzione e la totale apertura a tutti i livelli significa raggiungere l’illuminazione. Ad ognuno viene abbinato un colore, un mantra, un suono e un elemento naturale. Consentono la manifestazione dell’energia spirituale anche sul piano fisico. Un ponte virtuale che unisce le polarità del cielo e della terra, della mente e del corpo, dello spirito e della materia. I chakra più bassi che sono posizionati più vicini alla terra, sono in rapporto con gli aspetti più pratici della nostra vita, con l’azione in movimento. Quelli superiori rappresentano aree mentali e funzionano sul livello simbolico, attraverso le parole, le immagini e i concetti. Ogni chakra possiede una propria frequenza vibrazionale. Il livello più basso si trova nel Muladhara (primo chakra), mentre il livello più alto è nel Sahasrara che è il chakra della corona situato alla sommità del capo. L’energia pranica o energia vitale, che sostiene e alimenta ogni forma di vita nel cosmo, si distribuisce lungo i chakra mediante una rete di canali (nadi) che ne promuovono il flusso. Si ritiene che sparsi in tutto il corpo vi siano circa 72.000 nadi; di questi, tre sono i canali principali del flusso del prana, e prendono il nome di Ida, Pingala e Sushumna. Ciascuno di essi controlla differenti processi: Ida i processi mentali, Pingala quelli vitali, mentre Sushumna controlla il risveglio della coscienza spirituale (rispettivamente forza mentale, forza pranica e forza spirituale). Tutti e tre i nadi partono dal Muladhara e terminano nel Sahasrara, incontrando lungo il percorso ognuno degli altri chakra. Ida scorre alla sinistra e Pingala alla destra della colonna vertebrale terminando rispettivamente alla narice sinistra ed alla narice destra, mentre Sushumna scorre al centro, direttamente lungo la colonna. Quest’ultima è anche il canale attraverso cui sale l’energia Kundalini ossia l’energia cosmica creativa, il potenziale energetico della vita stessa. Ogni chakra riflette un diritto fondamentale. Nel primo chakra il diritto di avere ciò che è necessario a tal fine, nel secondo il diritto di provare emozioni, nel terzo il diritto di agire, nel quarto il diritto di amare e di essere amati, nel quinto il diritto di dire e ascoltare la verità, nel sesto il diritto di vedere e nel settimo il diritto di conoscere. La fisica quantistica ha dato negli ultimi tempi un validissimo supporto scientifico, riuscendo a spiegare i Chakra con la teoria dell'energia in vibrazione. Ciò che era considerata essere solo materia solida, composta di atomi visti come solide "palle da biliardo", è, secondo questa teoria scientifica, solo spazio vuoto al 99,9 per cento ma riempito di energia vibrazionale. Questa teoria fisica ha permesso di considerare il sistema fisiologico non visibile dell'uomo, già sviluppato dall'antichissima cultura induista, che aveva costituito una vera e propria mappa del sistema psico-fisiologico dell'essere umano. Ovviamente la scienza ufficiale, influenzata ancora da una concezione solo chimica e meccanicistica della vita, ha sempre disconosciuto la validità della teoria dei Chakra. I nomi dei chakra sono di origine orientale, mentre in occidente si chiamano per numero o riferendosi al centro o al plesso fisico interessato. Essi sono: Muladhara (c. della radice), Svadhishthana (arancione),  Manipura (plesso solare), Anahata (c. del cuore), Vishuddha (c. della gola), Ajna (terz’occhio) e Sahasrara (c. della corona).

Tratto dalla Tesi di Antonio Scafati dal titolo “I Chakra, un Ponte tra la Terra e l’Universo”.

Antonio Scafati si è diplomato alla Scuola di Lettura dell’Aura - Metodo Lecopea ©.

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