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- LA SORGENTE DEL SILENZIO -

Gli Specchi Esseni e La Lettura dell’Aura con il Metodo Lecopea ©

Tutti potevano esserlo e nessuno ne aveva diritto per nascita. Gli Esseni sono il popolo della scelta e della libera volontà messa al servizio dell’evoluzione, del prossimo e della propria vocazione di vita. Erano famosi nell'antico Egitto come curatori e uomini d’integrità morale, con la capacità di aiutare a risvegliare la mente e l’anima, oltre che curare il corpo.

Venivano da tutti i luoghi e andavano ovunque fosse richiesta la loro opera, senza confini di posti o impedimenti di razze. La loro visione della vita era tanto profonda come la loro preparazione e il coraggio che dimostravano nelle questioni più difficili era pari alla capacità creativa in tutto ciò che facevano. Erano uniti dal desiderio del Divino, dalla ricerca spirituale e dal bisogno di servire le forze che muovono l’universo e di collaborare con madre Terra e le sue creature. …

Gli specchi esseni sono una profonda tecnologia interiore, che porta a guardarsi dentro e a vedere le dinamiche emotive nei propri comportamenti, rispetto a noi stessi, agli altri e all'ambiente che ci circonda, per comprendere al meglio i meccanismi più profondi che spesso ci muovono a dispetto della nostra identità di anime. Sono delle porte di accesso ad un’elevazione delle emozioni vissute e delle chiavi che danno una possibilità di apertura a una nuova visione delle nostre dinamiche comportamentali e ad un atteggiamento rinnovato….

La tecnica adoperata negli specchi esseni spinge all'attenzione costante chi vuole entrarne in confidenza e ad una osservazione priva di espedienti per evitare di vedere ciò che è. per tale motivo, questa pratica può risultare difficoltosa e, se non si è mossi da una sincera motivazione, può andare a scemare o non essere neanche iniziata.  Al contrario, chi desidera ritrovare se stesso ed entrare in contatto con il proprio vero Sé, scoprendo le proprie capacità, i talenti posseduti e gli scopi prioritari della vita attuale, può trovare negli Specchi un’eccellente tecnica d’introspezione e lavoro sulla personalità e sull’essenza dell’anima, al di là di ciò che appare. Gli specchi aiutano ad individuare i propri meccanismi usuali e più radicati, come quelli meno sviluppati e più recenti, nei rapporti che abbiamo con gli altri, il mondo che ci circonda e le dinamiche che ci muovono.

Costituiscono un’eccellente metodo di auto indagine che, se seguita con costanza, può portare ad ottimi risultati. Naturalmente il loro utilizzo esonera dalla conoscenza del loro nome, in quanto alcuni possono metterli in pratica pur non conoscendone l’esistenza come specchi esseni, ma tuttavia la consapevolezza di ciò che mettiamo in pratica può facilitare il lavoro svolto ed aiutare a giungere prima allo scopo che vogliamo ottenere. Prenderne consapevolezza porta a poter tenere un comportamento interiore diverso e ad agire su un altro piano. Consente di elevare di un’ottava  le proprie dinamiche di fronte alle stesse situazioni, in quanto ci rende responsabili delle nostre reazioni….

La dinamica energetica degli specchi segue una legge collegata a quella di attrazione e risonanza, in quanto ciascuno di noi è portato a vivere situazioni che si ripetono uguali nella loro sostanza, pur con modalità differenti. Tutti chiamiamo a livello vibrazionale sottile eventi e persone che più ci corrispondono e che per noi sono in quel momento della nostra vita la migliore esperienza che possiamo vivere, per avere la possibilità di comprendere e fare la scelta del distacco da ciò che viviamo, al fine di accedere a qualcosa di nuovo e più elevato. Il nuovo è essenzialmente dentro di noi, in quanto il movimento nella dinamica degli specchi sta nello stimolare una modalità diversa dalla precedente, in una situazione che è come la precedente. Tale cambiamento porta ad un’elevazione di ottava in come vibriamo e pensiamo, anche se solo per un breve momento. Il fatto di considerare la stessa scena in modo innovativo apre una porta per un differente comportamento, che è la chiave di entrata in un atteggiamento costante diverso. Una volta è già un inizio e a quella volta ci possiamo richiamare con la memoria per poter nuovamente agire in quel modo che, consolidato, diventa una nuova abitudine, adesso scelta da noi in consapevolezza. Le situazioni ripetitive che ci capitano si agganciano al nostro vissuto passato, dell’infanzia o di esistenze precedenti in un tempo lineare, che non abbiamo ancora risolto. Ci possono fare particolarmente male o toccare la nostra suscettibilità o riproporci meccanismi dai quali sembra che non possiamo uscire, ma sono comunque collegate con aspetti del nostro comportamento mentale, emotivo e fisico. Sono eventi che ci seguono per karma, per nostre azioni, pensieri e sentimenti passati e presenti, per la stessa ripetizione nel vivere uguali emozioni e che si ripetono perché li attraiamo con il nostro vibrare e sentire.

La comprensione delle situazioni che ci accadono, come dinamiche sempre uguali a se stesse e ancor prima il distacco necessario nel considerarle, come se non ci riguardassero e se non ne fossimo coinvolti, ci consente di poter prendere le distanze da tali meccanismi e fare un salto quantico vibrazionale, che si ripercuote in tutti i nostri corpi sottili, nell'aura, negli strumenti sottili a questa collegati e in tutto l’organismo. In tal modo possiamo mettere in atto una trasmutazione alchemica che, partendo da una nuova modalità di osservare un’uguale situazione e di viverla in modo innovativo, ci consente di cambiare alcuni nostri aspetti, trasmutandoli da pesanti e svilenti per la nostra vera natura, in più leggeri, luminosi e in maggior sintonia con l’essere divino che siamo.

Possiamo cambiare e trasformare lo stesso nostro vibrare nel suo corrispettivo più elevato, che lo racchiude e comprende. Diventiamo più eterei, con un livello di coscienza maggiormente in sintonia con i livelli superiori di esistenza, capaci di percepire meglio ciò che ci circonda e utilizzare le nostre capacità per continuare ad evolvere in maggior leggerezza e rapidità. La nostra coscienza si amplifica e si eleva. 

Nel corso dell’esistenza possiamo incontrare più volte ogni specchio ed uscirne in modo costruttivo, grazie alla consapevolezza di ciò che stiamo vivendo. Possiamo anche attraversarne solo alcuni, sempre più rapidamente, ed altri maggiormente onerosi possiamo incontrarli più di rado ed uscirne in più tempo, proprio per la loro pesantezza e maggior difficoltà di soluzione. Gli specchi ci si possono proporre in modo alterno, in un tempo continuo o con momenti di pausa. La frequenza e l’intensità con la quale li incontriamo dipende dalla nostra storia personale, dal karma che ci indirizza in un senso od in un altro, da ciò che abbiamo scelto e definito col patto prenatale, prima di nascere, e dall’impegno che mettiamo nell’attenzione, in base alla nostra decisione e forza di volontà. Ciascuno specchio, dato che rappresenta un determinato atteggiamento che possiamo aver sviluppato nei confronti della vita, di alcune situazioni e di chi ci sta intorno, si riflette con le sue caratteristiche specifiche nell’attività e salute di ogni principale centro energetico del nostro corpo, si evidenzia nell’aura e coinvolge con la sua esistenza i nostri corpi sottili e tutti i movimenti di energia che costituiscono i nostri mezzi di esistenza nella vita, fino al corpo fisico. Il primo specchio corrisponde al primo chakra, il secondo al secondo e così via fino al settimo di entrambi. Il collegamento tra di loro è dato dalle rispettive caratteristiche, risonanti nei loro aspetti principali. Facendo la lettura dell’aura di una persona e guardando lo stato dei suoi chakra si può percepire se ad un centro energetico è collegata la presenza di uno specchio esseno e si può offrire aiuto fornendo dati, suggerimenti ed un appoggio nel riequilibrio dell’aura, tramite il bilanciamento del fluire delle energie attraverso i chakra, con il trattamento del campo aurico. Il campo aurico di ciascun individuo entra continuamente in contatto con quello degli altri, di madre Natura nel suo complesso, dei luoghi dove si è, degli animali, degli oggetti e di tutto ciò che è più sottile. Attraverso l’aura ci scambiamo continuamente informazioni, idee, pensieri, emozioni e sentimenti. La lettura dell’aura si basa sul contatto consapevole con lo schermo aurico altrui, quando viene richiesto, nel rispetto dell’altrui volontà e privacy, e con le dovute accortezze di distacco….

La lettura consiste nell’osservare l’aura usando facoltà psichiche e sensi fisici, guardando, percependo e sentendo sia a livello interiore che esterno a noi ed elaborando in modo immediato ed intuitivo le informazioni ricevute, per trasmetterle alla persona letta con parole e modalità chiare, finalizzate alla loro comprensione. Questo perché chi è letto ricavi, dai dati ricevuti, utili strumenti di riflessione e maggior comprensione delle proprie caratteristiche ed emozioni, del momento che sta passando, delle dinamiche che vive e dei collegamenti tra queste e alcuni importanti vissuti del suo passato attuale e di altre vite precedenti.  Dopo la lettura, per aiutare la persona ad alleggerire il suo sentire e ad avere maggiore energia e consapevolezza del suo campo aurico, si può fare il trattamento dell’aura tramite le mani, senza contatto, e l’utilizzo delle facoltà psichiche, per continuare a percepire e per svolgere tecniche di appoggio ed energizzazione dell’aura di chi è letto. In tal modo la persona potrà essere maggiormente aiutata ad entrare in uno stato di rilassatezza e centratura nella sua interiorità, che l’aiuterà nel suo compito di introspezione e comprensione, anche di un eventuale specchio esseno. Percepire se ad un chakra è collegato uno specchio esseno aiuta ad approfondire la conoscenza di atteggiamenti e dinamiche e ad avere una più chiara visione globale dell’aura. Naturalmente il collegamento non è usuale, ma a volte si può notare che allo stato più o meno sofferente di un chakra corrisponde la presenza del corrispettivo specchio, che in questo modo può essere evidenziato e spiegato alla persona letta, anche senza definirne il nome, perché ne possa diventare consapevole ed abbia l’opportunità di lavorarci, se già non lo fa, o di farlo in modo più approfondito.   In tal modo la tecnologia degli specchi può essere utilizzata in maggiore chiarezza di ciò che indica e la sua potenza può essere meglio compresa e finalizzata ad un’attenta analisi di noi stessi, con maggiore possibilità di successo nel lavoro che svolgiamo per avere una vita di miglior qualità e per evolvere come anime.

 

Tratto dalla Tesi di Elisabetta Passalacqua dal titolo “Gli Specchi Esseni e i Movimenti di Energia nell’Aura”.

Elisabetta Passalacqua si è diplomata alla Scuola di Lettura dell’Aura - Metodo Lecopea ©.

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