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- LA SORGENTE DEL SILENZIO -

Immacolata Concezione

07/12/2016

Questa festività segna l’inizio del periodo natalizio, l’inizio dell’attesa della nascita della Luce. Rappresenta l’inizio di un periodo energeticamente molto intenso e che condurrà fino alla Natività. Ogni evento richiede una preparazione, un percorso in cui c’è una focalizzazione e ci si predispone a qualcosa di nuovo. L’Immacolata Concezione appartiene alle festività cristiane, ma il suo simbolismo lo ritroviamo anche in periodi precedenti al Cristianesimo, nel culto di divinità pagane che rivestono le diverse qualità femminili che si esprimono attraverso la vita. Tale celebrazione è stata importata in Europa dall’Oriente, come la maggior parte delle celebrazioni mariane, e inserita nel calendario della Chiesa Cattolica da papa Alessandro VII con la bolla Sollicitudo omnium ecclesiarum dell’8 dicembre 1661, la figura di Maria è stata in seguito canonizzata. Infatti, nel primo cattolicesimo, non veniva dato spazio al culto delle donne e le figure femminili trovavano posto solo ai margini di questa religione monoteista e patriarcale. Si celebra in questa festività il dogma della purezza di Maria concepita in modo immacolato, cioè senza peccato. Il simbolismo dell’Immacolata Concezione, come di tutte le celebrazioni mariane, lo ritroviamo in diverse culture in riferimento al Femminile Sacro, fino ad arrivare ad un evidente collegamento con la Dea Madre.

In esso viene rappresentata la ierogamia tra il Dio e la Dea, che significa una congiunzione tra il Cielo  e la Terra. Significativa in merito è l’invocazione ad Iside che si trova nel libro XI dell’Opera “La metamorfosi o l’asino d’oro” di Lucio Apuleio, viaggiatore, scrittore, sacerdote, filosofo e mago romano di scuola platonica. Eccone un frammento: “… O regina del cielo, o sia pure tu l'alma Cerere, l'antichissima madre delle messi, che per la gioia d'aver ritrovata la figlia, offristi all'uomo un cibo più dolce che non quello bestiale delle ghiande, e fai più bella con la tua presenza la terra di Eleusi; o anche la celeste Venere che all'inizio del mondo desti la vita ad Amore e accoppiasti sessi diversi propagando la specie umana con una discendenza ininterrotta, onorata ora in Pafo, circondata dal mare; o la sorella di Febo, che alleviando con dolci rimedi il dolore del parto, hai dato la vita a tante generazioni ed ora sei venerata nei santuari di Efeso; o che tu sia Proserpina, la dea che atterrisce con i suoi ululati notturni, che nel tuo triplice aspetto plachi le inquiete ombre dei morti e chiudi le porte dell'oltretomba e vaghi per i boschi sacri, venerata con riti diversi, tu che con la tua virginea luce illumini tutte le città, che nutri con i tuoi umidi raggi le sementi feconde, e nei tuoi giri solitari spandi il tuo incerto chiarore, sotto qualsiasi nome, con qualsiasi rito, sotto qualsiasi aspetto sia lecito invocarti, soccorrimi in queste mie terribili sventure, sostienimi nella mia sorte infelice, concedimi un po' di pace, una tregua dopo tanti terribili eventi, che cessino gli affanni, che cessino i pericoli ...”.

Tale simbolismo è stato preso in considerazione anche dagli alchimisti. Da una Terra Vergine, quindi incorruttibile e integra, che si trova nel mondo interiore, pronta a essere fecondata dal seme spirituale, si estrae il Sale che permetterà di partorire la Pietra, con cui verrà costruito il Tempio. Nella figura di Maria ritroviamo tutte le antiche divinità femminili, ecco perché è vergine e madre allo stesso tempo. In essa ritroviamo i diversi aspetti del femminile: l’aspetto lunare, l’aspetto forte e combattivo come nella Dea Atena, l’aspetto duale che fa di Maria una sposa (lo Spirito che si scinde) e che è tramite del ritorno all’Uno. 

Maria viene concepita per Immacolata Concezione, quindi in assenza di peccato, da sua madre Anna che era sterile e aveva pregato Dio di poter essere fertile, promettendo di consacrare a Dio la sua prole. Maria stessa concepisce per Immacolata Concezione esprimendo così la sua sacra purezza e sottolineando un fondamentale aspetto femminile. E’ questa sottile sfumatura che viene celebrata nella ricorrenza dell’8 Dicembre, che ancora non riguarda la nascita di Gesù. La vastità dell’immagine di un essere, che non è di questa Terra, assume un ricco valore archetipale, rappresentando l’anello di congiunzione tra lo Spirito e l’Esperienza Terrena.

 

Anna Di Natale

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