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- LA SORGENTE DEL SILENZIO -

Che Cos’è la Magia?

03/11/2016

L'etimologia della parola "magia" (in greco Μαγεία) indicava nell'antica Grecia i "magi" (Μάγοι), antichi sacerdoti Zoroastriani della Persia.

Ritroviamo l’uso della magia in diverse culture antiche, soprattutto in Egitto dove alcuni rituali magici erano utilizzati da sacerdoti per favorire processi di guarigione.

Le arti magiche hanno sempre esercitato un certo fascino, sia per il forte desiderio che l’essere umano ha sempre avuto di voler cambiare gli eventi che a volte la vita gli propone, sia perché si avverte una certa risonanza con quella corda nascosta dentro di noi che parla proprio di magia. Non è un caso che si usa l’espressione “la magia della vita” per designare qualcosa che accade al di fuori del controllo della razionalità e che è sublime. La magia ha infatti a che fare con la sublimazione, ossia con un processo alchemico dove c’è una purificazione ed un’elevazione di una situazione.

Forse il desiderio dell’essere umano di riuscire a cambiare e a controllare gli eventi nasce dal progressivo sviluppo della sua parte egoica, ma anche dalla spinta innata alla liberazione da tutto ciò che si subisce, per divenire artefici della vita che accade. Naturalmente in questo contesto non sto parlando dei significati che sono stati aggiunti alla parola magia, come ad esempio l’illusionismo. L’atto magico si prefigge lo scopo di influenzare gli eventi e di dominare i fenomeni fisici con la volontà. Per fare questo è però necessario prima di tutto purificarsi da tutto ciò che ne può impedire il buon esito e che serpeggia nell’inconscio, in maniera inconsapevole e celata. E’ necessario quindi prendere coscienza delle nostre forze potenziali, libere dai condizionamenti e utilizzarle in modo focalizzato. Se non c’è questa limpida e determinata focalizzazione, non è possibile sviluppare un’autentica volontà. A volte si è solo convinti di utilizzare la propria volontà, ma in realtà si sta rispondendo a qualche influenza esterna. Saremo sempre manipolabili finché non avremo sviluppato una reale e forte volontà. Ecco perché nell’antichità a esercitare la magia erano i sacerdoti o le sacerdotesse, gli sciamani o le sciamane, perché erano personaggi che avevano seguito un percorso iniziatico, quindi avevano alchimizzato il loro vissuto, liberando il loro potere personale in modo ben canalizzato e finalizzato.

In realtà l’atto magico si attua anche in maniera inconsapevole, quando ad esempio senza accorgersi si ripetono delle frasi su se stessi o sugli altri (“Ma che stupido che sono”, “Sono un incapace”, “Sono sfortunato”, ecc.), come se fossero un mantra. Queste frasi ripetute vanno a tracciare un solco che scolpisce la materia (è come un'onda che crea una forte increspatura nell'oceano delle oscillazioni quantistiche), dandogli proprio ed esattamente quella forma che corrisponde alla formula che abbiamo pronunciato. Ovviamente, in questo caso, avviene tutto inconsapevolmente e non serve per raggiungere nessun obiettivo, perché rimane un'azione involontaria. Quando invece si giudicano altre persone, che equivale a male-dire, si ha un effetto sull’altra persona solo se quest’ultima vibra con quella stessa nota, per via della legge di risonanza, altrimenti è un’affermazione che non trova spazio e comunque dà luogo ad un effetto boomerang. Per raggiungere lo scopo a cui è destinata la magia, si può attingere, a tale fine, ad un ricco bacino di gesti, atti e formule verbali, o di rituali appropriati. La parola ha un ruolo fondamentale, infatti può ipnotizzare le persone, può servire per fare addormentare un bambino, può comunque avere sempre un effetto piuttosto che un altro. Per utilizzare la parola in maniera focalizzata è necessario vivere in uno stato di maggiore presenza e di ascolto sottile. Se la parola è utilizzata superficialmente e senza un ascolto interiore, rimane vuota e ci sarà una dispersione anziché una focalizzazione, senza tra l’altro riuscire ad ottenere l’effetto voluto. La forza delle formule magiche, infatti, non è nelle parole in sé, ma nell’intenzione che riempie le parole e, l’intenzione, per funzionare deve essere forte e ben radicata. Quando l’intenzione è caricata da un forte e chiaro sentimento, diventa come un raggio laser, che viene puntato proprio nella direzione dove noi vogliamo, per andare ad influenzare gli eventi e "governare" la materia. Il che significa, per essere ben chiari, non un delirio di onnipotenza egoica, ma riuscire a interagire armoniosamente con le Forze Cosmiche Naturali.

Quando ciò accade, richiamiamo delle forze sovrannaturali che ci sostengono e ci aiutano ad espletare i nostri atti magici. Il rituale è utile perché serve a predisporre un contenitore di quell’energia che viene richiamata. Simbolicamente esso rappresenta il processo alchemico che avviene in collaborazione con il divino. Durante il rituale, infatti, tra le sue diverse fasi, c’è un momento che rappresenta l’apice e che culmina in una grande apertura verso il Tutto, verso la Totalità.

Prediligo la magia che utilizza le risorse magiche personali, che così hanno modo di esprimersi e di potenziarsi, senza che si rimanga succubi delle forze naturali. Diversamente, quando si ricorre esclusivamente a strumenti archetipali che fanno da tramite, senza partecipare attivamente con la nostra presenza e con la nostra consapevolezza, in effetti, vengono richiamate quelle energie che possono influenzare gli eventi, ma è come se noi, in qualche modo, fossimo assenti e la nostra forza interiore rimanesse succube e repressa. Propongo, i percorsi magici, sempre come via per conoscere meglio la propria natura e per imparare a utilizzare ciò che viene risvegliato, in maniera finalizzata alla propria crescita evolutiva e senza quindi identificarsi con l’evento in sé stesso.

 

Anna Di Natale

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