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- LA SORGENTE DEL SILENZIO -

La Sensitività e il Principio Femminile

28/07/2016

Il gesto elegante della femminilità dell’Anima che si esprime con riservatezza, celata da un velo trasparente e morbido che ne scolpisce la forma armonica, per me è un’immagine di una bellezza incommensurabile. Mentre ciò accade l’Anima si abbandona allo Spirito, per accogliere nel suo grembo la Creazione con accettazione. La forza, ma allo stesso tempo la dolcezza contenuta ed emanata dall’archetipo del Calice Femminile che dice Sì alla Vita, è espressione di massima accoglienza e grazia.

Nel tessuto del Calice troviamo inoltre saggezza e conoscenza cosmica, infatti è in esso che avviene la vera alchimia dove il buio è trasmutato in luce.

Nella pratica della sensitività, nell’atto del percepire, entriamo proprio nel Principio Femminile. Ci facciamo da parte, con fiducia, pazienza, leggerezza, lasciando uno spazio libero, uno spazio che è sacro, per accogliere in tale spazio lo scorrere di flussi di informazioni, una sorta di biblioteca cosmica che ci attraversa. L’indicazione che do ai miei allievi quando ci apprestiamo a praticare una Lettura dell’Aura è di porsi dietro il proprio 3° Occhio, di farsi da parte. In questo modo lasciamo uno spazio libero dentro cui le informazioni possono fluire, ecco perché si tratta dell’applicazione pratica del Principio Femminile. Dico normalmente di lasciare che i propri occhi, o le proprie orecchie, durante la percezione, diventino finestre aperte da cui passa la luce. Non importa pensare se la luce entri o esce da queste finestre, ma semplicemente passa la luce e noi ne siamo testimoni. Restiamo, in questa pratica, testimoni neutrali, passivi di una passività che urla la potenza della vita, dove il grido è il silenzio.

Nel grembo della Terra troviamo la sapienza delle antenate ancestrali, che in cerchio intonano il canto della storia antica ed eterna. Esse sono coloro che hanno custodito il seme celeste, per farne germogliare i doni riservati alla nuova umanità.

L’energia femminile ha la capacità di custodire i misteri della natura, ed è importante ricordarselo. Quando lanciamo uno sguardo alla Natura e oltre la Natura, stiamo guardando con occhi teneri le mani accoglienti di una madre che ci lascia adagiare sul caldo tepore del suo seno.

Quando sviluppiamo degli squilibri nella nostra aura e nella nostra vita, a volte anche attraverso malattie nel corpo, stiamo resistendo alla vita stessa, stiamo lottando per una partita persa in partenza. E’ quando finalmente ci arrendiamo alla vita, ci abbandoniamo allo Spirito e siamo nell’accoglienza che lasciamo che l’energia di guarigione fluisca in noi. L’energia di guarigione è nel Cosmo, ovunque, e anche in noi. Essa è insita nella forza creatrice ed è, per questo, essenza stessa della femminilità.

In tutto questo è importante considerare i cicli che riguardano la vita e la morte. Dire si alla vita vuol dire accogliere anche la morte di ogni cosa. Negli archetipi del femminile troviamo infatti la donna che accoglie e si fa tramite per la vita, ma anche la donna che distrugge quello che è ormai trasformato, per favorire la rigenerazione. Non c’è nessuna separazione tra queste diverse fasi. Nello stesso modo, quando stiamo praticando una percezione, se veramente restiamo fermi a osservare con altri occhi e a lasciare accadere, senza intervenire, quindi adottando una modalità femminile,  siamo testimoni del fatto che la percezione nasce e muore. L’indicazione che do agli allievi, molto sottile se si riesce a vedere, è: “Percepisci e prendi distacco, non trattenere nulla. Fatti attraversare e poi dimenticati tutto”. Quando pratichiamo una Lettura dell’Aura, rappresenta inoltre una forma di pulizia il fatto di dimenticarci quello che abbiamo percepito. Mentre durante la Lettura manteniamo il distacco per poter effettuare una percezione più autentica. Nella pratica si pensa spesso che per esserci guarigione, parlo ovviamente di guarigione energetica e spirituale, ci debba essere un intervento, quindi un attivismo che muove qualcosa. Secondo il principio femminile ci si affida a un movimento naturale e la funzionalità la si ha dando spazio all’accoglienza, al sentire e percepire, all’intuizione, al custodire, accudire e proteggere per lasciar accadere e aggiungo, con meraviglia, la vita che si manifesta nelle diverse forme forgiate da una saggezza superiore. Il femminile rappresenta il ponte invisibile che silenziosamente conduce verso la trasformazione.

Ci sono state molte donne, ma anche uomini, che hanno utilizzato il principio femminile e si sono fatti tramite di conoscenze a favore della vita. Le sfumature della sensitività e del femminile, le ritroviamo in miti, leggende, favole, dove la materializzazione dell’anima, ammorbidisce e assottiglia la personalità per sostenere lo slancio dello Spirito. Personaggi come ad esempio la mistica Ildegarda di Bingen, ma anche tanti altri, hanno incarnato il percepire. Il loro contatto intimo con la Divina Natura è stato canale di tanta conoscenza a disposizione dell’umanità che la sa cogliere.

Di generazione in generazione le donne si sono tramandate il sapere della Terra, hanno praticato la loro sensitività a contatto diretto con la natura. Anche nelle generazioni in cui tutto ciò è rimasto più latente, è stato comunque trasmesso, attraverso la genetica. Invito ognuno ad alimentare il proprio focolare, ad accordare il proprio femminile per lasciar accadere nella propria vita la rigenerazione e la trasformazione.

 

 

Anna Di Natale

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