BLOG

- LA SORGENTE DEL SILENZIO -

La Sensitività Esiste nella Non-Dualità

15/07/2016

Specifico in breve, per chi non ha letto il mio precedente articolo, cosa intendo per sensitività. La sensitività è la pratica della percezione, attraverso l’utilizzo della modalità più sottile dei cinque sensi fisici, oltre che l’utilizzo dei sensi interiori. A questi ultimi si aggiungono altri sensi ancora più sottili che, specie oggi, si stanno naturalmente sviluppando in molte persone, con veloci espansioni di coscienza che permettono di accedere velocemente a frequenze più alte.

In ogni caso, ci tengo a parlare della non dualità della sensitività, per sfatare alcune credenze che appartengono a un retaggio medioevale e che ancora fanno presa sulle paure della gente o comunque a una mentalità che tende a separare ogni cosa, una mentalità dove si è sempre vittime di influenze che ci possono colpire.

Spesso la frammentazione contenuta nella dualità può essere eccessiva, può derivare da forti squilibri della personalità, da problematiche sviluppate nei confronti dei genitori, in questi casi sarebbe meglio affidarsi a un buon lavoro psicoterapeutico, almeno per ritrovare equilibrio. Oggi si parla tanto di Legge di Risonanza e di Attrazione e, queste due leggi di natura non si possono scindere dalla funzionalità dell’energia. L’energia è unica, non è né positiva né negativa. Essa può però essere focalizzata in forme diverse.

Il guaio è che la focalizzazione è spesso inconscia e non avviene volontariamente. Ci sono dinamiche inconsce individuali che continuano a organizzare situazioni ad hoc per noi. Infatti, queste dinamiche creano un certo tipo di risonanza che attira situazioni, persone, eventi che hanno quel tipo di frequenza, per via della Legge di Attrazione. Queste dinamiche, seppur inconsce, risuonano nel campo energetico di una persona e possono essere rilevate con una lettura dell’aura. Esse si possono percepire laddove si trovano squilibri nell’aura. Allenarsi a percepire se stessi, rende più consapevoli di alcuni movimenti energetici che hanno luogo dentro e intorno a noi, per arrivare poi a favorire la trasformazione di alcune dinamiche. Sensibilizzarsi verso se stessi, consente di essere maggiormente sensibili anche nei confronti degli altri e di tutto ciò che in qualche modo può influenzare la nostra vita. Sicuramente questo tipo di visione ci responsabilizza in quanto ci mette di fronte a ciò che nella nostra vita va riequilibrato, ci mette di fronte inoltre alle nostre paure, e se le cose non vanno non è colpa di qualcun altro, della società o della vita.

In questo tipo di visione non esiste la “sfiga” (= sfortuna), ma solo la responsabilità di ognuno e la possibilità di rendersi più consapevoli. Ovviamente nessuna colpa, perché comunque la vita e i suoi meccanismi accadono. Quello che noi possiamo fare è predisporci a risvegliarci e poi avere fede, in quanto anche il risveglio accade. Nel frattempo possiamo però imparare ad amarci e ad amare la vita che si manifesta in ogni forma che appare ai nostri occhi.

Perché ho fatto tutta questa premessa che apparentemente non centra nulla con la sensitività? Mi capita di frequente che, durante le sedute di lettura dell’aura, mi sia richiesto di rilevare entità negative attaccate all’aura e di ripulire l’aura da queste ultime. 

Quando affermo che non vedo negatività, ma solo energia che si muove in un modo oppure in un altro, qualcuno rimane un po’ deluso perché convinto che, se alcune cose non vanno nella sua vita, è responsabilità di entità esterne  a lui o a lei o di maledizioni che qualcun altro gli ha lanciato addosso, quindi io come operatrice (sempre qualcosa di esterno) gliele dovrei togliere. Ricordatevi la Legge di Risonanza e di Attrazione. Non metto in dubbio che ci si possa sentire o essere inavvertitamente influenzati da qualcosa che consideriamo esterno, ma quando ci rendiamo conto che non c’è separazione tra esterno e interno allora cade quel confine di responsabilità e ci ritroviamo a doverci confrontare con noi stessi, per trasformare la risonanza e migliorare le questioni della nostra vita. Ci accorgiamo perciò che quello che avevamo prima considerato come esterno e separato da noi, è in realtà un riflesso, uno specchio profondo di tutto quello che ancora non abbiamo integrato e guarito di noi.

Apparentemente è più comodo pensare che un’entità negativa si sia appiccicata alla nostra aura causandoci dei danni, anziché auto-osservarci e favorire un naturale riequilibrio con trasformazioni radicali e senza recidive. In realtà non è più comodo, perché questo equivale a brancolare nel buio, crogiolandoci nei nostri malesseri. Tutto ciò ci fa vivere lontani da noi stessi, perché ci fa sentire sempre proiettati verso un illusorio mondo esterno e rinforza, in questo stato di frammentazione, le nostre paure. L’osservazione di sé può sembrare impegnativa, ma è quello che ci permette realmente di essere nel cambiamento, che altrimenti non può avvenire in uno stato di totale dimenticanza dove tutto accade quasi per caso, anche se sappiamo che quello che accade semplicemente riflette quello che siamo e non è per caso. La bella notizia è che noi possiamo essere partecipi anziché succubi. Inoltre l’osservazione, ovviamente l’osservazione neutrale, ci consente di riconoscere le cose per quello che sono, senza allegati, con distacco. Essa ci permette di avere una visione d’insieme, come quando guardo l’aura ho una visione d’insieme di energia che si muove e danza davanti ai miei occhi, non c’è separazione, semmai ci sono sfumature diverse, è come contemplare un dipinto o ascoltare una sinfonia.

L’osservazione ci consente quindi di percepire, senza interpretare razionalmente, e di unificare ciò che non è mai stato separato. Quando percepiamo con questa modalità la nostra aura, non vedremo entità negative o positive, ma vedremo forme nelle forme, con finti confini, vedremo la proiezione di ciò che siamo e che intimamente stiamo vivendo. Infatti, quando riusciamo a guardare tutto questo con distacco, anche le forme si scaricano dalla loro forza perché noi non le stiamo più nutrendo, liberando l’energia, che è unica e segue movimenti naturali, ricorrenti sempre in natura, ritroviamo gli archetipi, quelle eterne forme che parlano un linguaggio che non è né nostro né di nessuno, ma è il linguaggio cosmico.

 

Anna Di Natale

 

Please reload

Questo sito web www.letturadellaura.it non rappresenta una testata giornalistica poiché viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001.

Per Contattarci          Chiama il Tel. +39 348 0007307          Tel. +39 348 0606735          E-mail: scuolaletturadellaura@gmail.com