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- LA SORGENTE DEL SILENZIO -

Che Cos’è la Sensitività e i Fraintendimenti Intorno ad Essa

20/06/2016

Lavoro con la percezione sottile da diversi anni e ho sempre inteso per sensitività una sensibilità molto estesa. La sensibilità è la facoltà di un organismo di percepire gli stimoli interni ed esterni mediante canali sensibili e sensitive. Parliamo quindi di percezione e di organi di senso tra cui, quelli più conosciuti sono i cinque sensi fisici: vista, udito, olfatto, tatto e gusto. A questi si aggiungono poi altri sensi, detti sensi interiori. Degli organi di senso è dotato ogni essere umano, nessuno escluso, perfino coloro che dalla nascita o in seguito perdono l’uso di uno dei sensi fisici, hanno comunque uno sviluppo più accentuato di tutti gli altri sensi. Ad esempio ci sono persone non vedenti che sono ottimi massaggiatori perché hanno sviluppato molto la sensibilità tattile. Infatti, uno dei miei sogni è di riuscire a creare corsi di lettura dell’Aura per persone non vedenti. Voglio quindi sfatare il mito del sensitivo visto come personaggio con doti speciali e che si fa tramite per chi invece non ha queste capacità. Questa capacità potenziale è prerogativa di tutti. Mi occupo personalmente di praticare sedute individuali di Lettura dell’Aura dove chiaramente utilizzo la mia sensitività, ma lo faccio come professione d’aiuto, cercando di portare sempre la persona che riceve una mia seduta con l’attenzione sul suo sentire e limitandomi a dare degli stimoli.

Non ho mai desiderato pormi come l’oracolo che predice alle persone che cosa gli potrà accadere e neanche come colei che sa e che dice alle persone qual è la scelta giusta da fare. No, non credo assolutamente che ci si possa sostituire alla coscienza di un’altra persona. Infatti, quello che faccio è, con semplicità, esprimere, nella maniera più delicata e rispettosa possibile, ciò che percepisco, cercando comunque un riscontro dall’altra parte per favorire e sensibilizzare il sentire di chi riceve la seduta, in modo che possa vedere le tematiche personali con una panoramica allargata, con distacco e con maggiore chiarezza. Lo scopo è di sostenere le persone a fare delle scelte avendo più chiarezza, scelte che partono però da loro stesse.  Lo scopo è di stimolare la manifestazione delle potenzialità di ognuno, di stimolare l’espressione dei talenti personali per aiutare le persone a sentirsi più realizzate nella vita.

Ai corsi della Scuola di Lettura dell’Aura alcune persone vengono pensando di imparare a essere sensitivi, ma poi scoprono quasi subito che sono già in grado di sentire e di percepire, soltanto non vi avevano portato attenzione. In questo caso le persone incontrano un percorso che le aiuta solo a riabilitare e allenare le loro capacità sensitive come si fa con un muscolo atrofizzato, cosa molto importante, imparano anche a gestire queste capacità per utilizzarle nella vita quotidiana in maniera pratica. A una conferenza, una volta, una persona ha chiesto: “Ma dove sta allora la parte spirituale?”. Queste domande nascono da una mentalità ancora diffusa e di separazione, nascono dal vedere ciò che è spirituale esterno a ciò che viviamo tutti i giorni. Per questo motivo molti aderiscono a percorsi spirituali, per fuggire da un quotidiano noioso e spesso scomodo. Per me lo spirito è nella vita intera, anche quella che si manifesta attraverso la materialità. In tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione e in tutte le vie disponibili cerchiamo conforto, tentiamo di trovare la possibilità di migliorare la nostra vita. Ovviamente, chi viene ai nostri corsi per lo sviluppo della sensitività e dell’intuizione, cercando effetti speciali, presto se ne va deluso. Devo dire però che, se ci sono persone che cercano effetti speciali per fuggire dalla realtà, ci sono anche operatori che promettono effetti speciali, puro illusionismo!

Quindi niente effetti speciali, ma solo responsabilità del singolo nel riportare tutte le esperienze a se stesso, nell’impegno di essere un adulto senziente e senza il bisogno di guide con cui identificarsi e a cui dare potere. A volte si rivolgono a questo tipo di attività persone che stanno molto male perché vivono grossi squilibri emotivi e mentali, oppure che hanno disturbi della personalità, pensando di trovare in queste discipline qualcosa di miracoloso che le faccia stare meglio. In quest’ultimo caso, indirizziamo queste persone ad altre figure professionali, per fare un percorso terapeutico rivolto a ristrutturare la personalità, poiché il lavoro con le energie sottili andrebbe ad amplificare maggiormente il loro malessere, allontanandoli dalla possibilità di recupero. Purtroppo vedo che ci sono invece alcuni operatori che credono, con la loro disciplina, di risolvere qualsiasi problematica o che comunque non hanno questo tipo di attenzione, intervenendo così con metodi sottili e che accelerano dei processi, laddove si necessita di tutt’altro tipo di intervento.

Già qualche anno fa, mi ricordo, che Roberto ed io abbiamo rivisto il nostro sito, togliendo la parola sensitività perché ci continuavano a chiamare persone che ci richiedevano cose per noi assurde, come ad esempio se facevamo amuleti per i legamenti o per proteggere dai malocchi. Ci siamo presto resi conto che usavamo una parola su cui sono stati messi, per via di un retaggio storico e carico di superstizioni e di paure, allegati che non centravano niente con il nostro lavoro e che davano alla sensitività un significato molto fuorviante. Del resto la sensitività non è detto che vada di pari passo con lo sviluppo della consapevolezza di una persona, quindi può essere utilizzata per fini superficiali e che deresponsabilizzano. Infatti ci sono degli ottimi sensitivi che ad esempio non hanno capacità empatiche. Ci sono poi dei sensitivi che operano proclamando il fatto di essere speciali e che capacità, come ad esempio percepire e leggere l’aura, non sono effettuabili da tutti. Mi ricordo ad esempio un’operatrice che diceva di essere stata per un periodo presso un popolo nativo dove è stata attivata per poter esercitare alcune capacità sensitive. Il messaggio in questo caso è che ci vuole qualcuno che dall’esterno ci attiva delle facoltà, ma io non sono d’accordo che ci debba essere qualcuno dall’esterno che ci debba attivare delle facoltà. Al limite, un operatore, che si spera abbia avuto un bel po’ di esperienza e che non si sia quindi improvvisato, può essere un facilitatore affinché le persone rivolgano lo sguardo a loro stesse per dare importanza a quelle che sono le loro proprie possibilità di crescita.

Ho constatato che noi esseri umani siamo tendenzialmente pigri e spesso cerchiamo di delegare quello che ci compete. Dico questo perché, come fondatrice e insegnante alla Scuola di Lettura dell’Aura, mi arrivano spesso richieste di persone che chiedono attivazioni veloci, del tipo: “Ma non fate corsi di una giornata per attivare il terzo occhio?”. Inizialmente dedicavo del tempo a spiegare che questo non serviva a nulla se non accompagnato da un percorso consapevole, dove attraverso la pratica e l’esercizio, ci si attiva da soli. Ma poi ho smesso perché mi sono accorta che con alcune persone era partita persa, perché comunque si sarebbero rivolte a un altro operatore che invece avrebbe venduto loro un pacchetto attivante, comodo e soprattutto rapido. Ho continuato allora, imperterrita, a informare quello che vivo e sperimento come sensitività, praticamente da quando ero bambina, accettando e lasciando a ognuno il suo mondo.

A tale scopo, intendo scrivere ancora futuri articoli, per approfondire, un po’ alla volta, questo argomento, e per informare coloro interessati ad ascoltarlo.

 

Anna Di Natale

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