BLOG

- LA SORGENTE DEL SILENZIO -

L’Intelligenza delle nostre Cellule ci insegna a Vivere e a Evolverci

25/04/2016

Le prime forme di vita sono state organismi unicellulari, limitati e distinti dalla membrana, rispetto all'ambiente esterno. La cellula rappresenta un complesso di alta tecnologia, con un’organizzazione impeccabile. Ha un ufficio centrale (il nucleo), un consiglio di amministrazione (il DNA e i geni), una centrale energetica (i mitocondri), una rete di comunicazione interna (il reticolo endoteliale), un impianto di fabbricazione, di costruzione (i ribosomi), un’imballatrice (i corpuscoli del Golgi).

La tecnologia moderna è all'esterno uno specchio di ciò che l’uomo è al suo interno. Sono state costruite macchine, al di fuori del corpo fisico, che dimostrano abilità e resistenza, in grado di ricevere e trasmettere informazioni, proprio come fa ogni cellula del corpo.

Le nostre cellule ci parlano dei meccanismi della vita e ci insegnano a vivere una vita più ricca.

Noi infatti siamo individui, ma allo stesso tempo siamo una comunità di milioni di abitanti, le nostre cellule. A loro volta, tutte le cellule che compongono il nostro corpo, sono organismi unicellulari che hanno affinato una strategia di cooperazione finalizzata alla reciproca sopravvivenza.

Come una nazione riflette le caratteristiche dei suoi cittadini, allo stesso modo, la nostra umanità rispecchia la natura della coscienza collettiva delle comunità di cellule che lo compongono.

Questo dimostra che non siamo vittime dei nostri geni, ma siamo artefici del nostro destino.

Quando viviamo un disagio fisico o psichico, ricordiamoci quindi che non siamo una macchina biochimica impotente. Non possiamo trovare la risposta ai nostri mali nel buttare giù una pillola, nonostante la farmacologia e la chirurgia siano dei sistemi funzionali, quando non se ne abusa.

Il controllo del nostro corpo, non è diretto da ormoni e neurotrasmettitori, diretti dai geni. Sono le nostre convinzioni mentali che controllano il nostro corpo.

Le cellule sono esseri umani in miniatura, che da organismi unicellulari, hanno cominciato ad aggregarsi ad altre cellule, formando organizzazioni sempre più complesse e sofisticate, e questo per trarre il vantaggio evolutivo che deriva dalla cooperazione.

Nell'aggregarsi ad altre cellule, ogni cellula amplifica esponenzialmente il proprio livello di consapevolezza, rispetto all'ambiente esterno, potenziando così la propria possibilità di sopravvivenza.

Tutto questo è quanto afferma la nuova biologia, nonché l’epigenetica (studio dei meccanismi molecolari per mezzo dei quali l’ambiente controlla l’attività dei geni), ma è in contrasto con la teoria darwiniana sull'evoluzione.

Charles Darwin, circa 150 anni fa, stabilì che l’evoluzione è casuale, ed è determinata dall'incessante “lotta per la vita” degli organismi viventi.

Fu però il biologo francese Jean Baptiste Lamarck, 50 anni prima di Darwin, a formulare la prima teoria evoluzionistica su basi scientifiche.

E’ proprio la teoria di Lamarck che la nuova biologia oggi sta riscoprendo, portando alla luce l’idea che l’evoluzione si basa su un’interazione istruttiva e cooperativa tra gli organismi e il loro ambiente, interazione che consente alle forme viventi di sopravvivere e di evolvere in un mondo dinamico.

La natura ci offre innumerevoli esempi di simbiosi, di interazione e di cooperazione, anche tra individui di diverse specie.

Anzi, grazie a studi recenti sul genoma, si è potuto andare ancora più in profondità rispetto a fenomeni osservabili superficialmente.

Esiste un’ulteriore forma di collaborazione tra le specie, che è la condivisione delle informazioni genetiche.

Inizialmente si pensava che un organismo potesse trasmettere i suoi geni, solo alla propria discendenza, con la riproduzione. Oggi si è compreso che c’è un trasferimento di informazioni genetiche anche tra organismi di specie diverse e questo accelera l’evoluzione, perché vengono condivise  esperienze acquisite da altri organismi. Questo comporta una vera e propria collaborazione per la sopravvivenza di tutti gli organismi che formano la comunità della vita.

Questo trasferimento di informazioni genetiche tra specie diverse avviene attraverso messaggi vibrazionali.

Negli ultimi dieci anni, ricercatori epigenetisti hanno dimostrato che i geni non sono il nostro destino, e che i modelli di DNA trasmessi con i geni non sono fissati alla nascita.

L’influenza dell’ambiente, compresi nutrimenti, stress, emozioni, possono modificare  i geni, senza modificarne il modello di base. Tali modifiche, possono essere trasmesse alle generazioni future, attraverso le eliche del DNA.

Il DNA infatti contiene tutte le informazioni genetiche della cellula. E’ l’unica sostanza vivente in natura, capace di riprodursi da sola e, senza di essa, non è possibile la riproduzione della vita. Esso ha una composizione chimica identica per ogni organismo vivente.

In un contesto evolutivo in divenire, ciò che muta è la disposizione e l’attivazione di tutte le basi azotate, che compongono il DNA.

Mano a mano che aumenta la vibrazione corporea, aumenta il numero di basi azotate che si attivano, e ciò comporta un incremento delle potenzialità dell’essere umano.

Chi porta avanti ricerche in merito, afferma che la piena consapevolezza, corrisponde ad un numero molto alto di basi azotate attivate.

Le componenti interne di una cellula sono sempre le stesse, quello che cambia è solo quello che accade al DNA nel nucleo della cellula.

Quanto più numerose sono le basi azotate attivate, maggiore è l’energia e la vibrazione della cellula, perché aumenta il carburante (ATP).

Maggiore è l’energia all’interno della cellula, grazie all’incremento di attivazione del DNA, più essa acquisisce capacità di autorigenerazione.

Ogni cellula, nello spazio tempo, contiene nel suo nucleo, la storia di tutto l’universo.

La cellula ingerisce nutrimento, attraverso la membrana; al suo interno, scompone il nutrimento e ne utilizza i componenti, per poi, attraverso la membrana eliminare quello che non le serve. Essa è in grado di auto-proteggersi e di riprodursi. Tutto questo  è  segno della vastità di conoscenza e di programmazione, contenute in questa forma di vita primordiale.

La cellula può essere considerata una società in  miniatura ed in continua evoluzione, che crea forme sempre più complesse, pur mantenendo sempre gli stessi bisogni basilari di conservazione e di sopravvivenza.

Questo vuol dire che esiste una continua metamorfosi rispetto al passato.

Nel momento in cui, le stesse forme biologiche, cominciano a riprodursi in maniera più evoluta, acquisiscono la capacità di accedere a forme di vita più elevata.

La cellula e i suoi componenti, contenuti nella membrana; l’organismo e i suoi apparati; la mente e la conoscenza; la società e la scienza, sono tutti livelli progressivi del rivelarsi consequenziale di questo procedimento.

 

- Articolo estratto da "La Via Stretta - Malattia ed Evoluzione" -

- Autrice: Anna Di Natale -

Please reload

Questo sito web www.letturadellaura.it non rappresenta una testata giornalistica poiché viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001.

Per Contattarci          Chiama il Tel. +39 348 0007307          Tel. +39 348 0606735          E-mail: scuolaletturadellaura@gmail.com