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- LA SORGENTE DEL SILENZIO -

L'Energia del Cibo influisce sul nostro Campo Energetico

19/04/2016

Accade spesso che ci si alimenti senza tener conto di alcuni aspetti che riguardano gli alimenti che s'ingeriscono, come ad esempio l’aspetto energetico, in termini di vitalità, e la relazione che s'instaura tra noi e gli alimenti. Importante è, infatti, ricordare che, in tale relazione, è coinvolto il nostro piano emotivo, mentale ed energetico in generale. Inoltre essa rispecchia il modo in cui noi ci rapportiamo con il mondo e con la vita.

Ogniqualvolta introduciamo un alimento nel nostro organismo, avviene una nuova relazione tra noi e quel determinato alimento. Tale relazione ha inizio ancora prima di assaporare e masticare, inizia quando scegliamo cosa mangiare e con esso ci relazioniamo attraverso la percezione visiva, olfattiva, tattile e, già allora, mettiamo in moto funzioni fisiche ed energetiche nel corpo.

Il cibo, finché non è scomposto in nutrienti essenziali e assimilabili, attraversa il tubo digerente rimanendo esterno all'organismo. Si tratta di un estraneo con cui si diviene sempre più intimi a mano a mano che la fusione e l’integrazione aumenta. In tale relazione si mettono in gioco le stesse dinamiche che caratterizzano una relazione interpersonale e l’attitudine con cui ci si relaziona alla vita e agli altri. Quindi possiamo dire che quello che il cibo attraversa è un vero e proprio percorso alchemico, una trasformazione che lo rende compatibile al corpo. Ogni specifico passaggio, durante la digestione, lo possiamo paragonare alle diverse fasi di approccio alle situazioni che incontriamo e creiamo nella nostra vita, come affrontiamo ciò che ci capita, come lo metabolizziamo e come ne traiamo, quando integriamo un’esperienza, un nutrimento che possa permetterci di mantenere in equilibrio il nostro essere. Lo scopo degli alimenti è di potenziare e sorreggere i naturali processi organici, dando una mano alla forza vitale dell’individuo. E’ ovvio quindi che sia importante non sovraccaricare il processo digestivo con un’alimentazione non adeguata, perché ciò comporta un dispendio di energia eccessivo e, come conseguenza, perdita di energia vitale, intossicazione e altri squilibri e sintomi che si possono verificare poi a livello fisico.

Spesso si considera la chimica degli alimenti per esaltarne le caratteristiche intrinseche e si tralascia invece la fisica degli alimenti che ne denota invece un aspetto importante per ben nutrirsi.

Occorre un investimento energetico nella funzione digestiva per trasformare gli alimenti in nutrimento. Tale investimento può essere più o meno alto in base alla tipologia di alimenti e alla capacità personale di poterli ben digerire, su cui incide anche ciò che è già stato considerato all'inizio di questo articolo riguardo la relazione che intercorre tra noi e il cibo con tutte le sue dinamiche energetiche. Inoltre ogni alimento ha un suo potenziale energetico. Il bilancio tra l’investimento energetico per la digestione degli alimenti e il potenziale energetico degli alimenti che abbiamo assimilato, è indice di equilibrio oppure di squilibrio nel modo in cui ci si alimenta. Ovviamente, anche se qui non l’approfondisco,  va considerata tutta la parte chimica dei nutrienti che deve essere ben bilanciata. Gli alimenti devono potenziare e anche sostenere i naturali processi organici, dando una mano alla forza vitale dell’individuo.

Per chi si occupa di Lettura dell’Aura o di pratiche energetiche sui corpi sottili, non si deve trascurare l’aspetto energetico degli alimenti, per prendersi cura e mantenere o ripristinare l’equilibrio nel campo energetico dell’Aura.

Riporto qui, anche se sommariamente, una classificazione di alimenti secondo la loro vitalità, digeribilità e l’effetto generale che hanno sugli organismi.

Ci sono alimenti ad alta vitalità che sono facili da digerire e sostengono i meccanismi di disintossicazione. In questa categoria troviamo gli alimenti biogenici, cioè che generano la vita e che hanno una base qualitativa nella loro azione di rafforzare la vitalità delle nostre cellule e la loro rigenerazione. Essi sono ad esempio: semi, cereali, legumi, erbe, verdure germogliate. Sempre in questo gruppo ci sono gli alimenti bioattivi che attivano la vita ed hanno una base quantitativa, perché assicurano vita e benessere. Essi sono: bacche, frutta, erbe, verdura, legumi, semi, cereali, semi oleosi crudi.

Ci sono poi altri alimenti che sono invece a debole vitalità, in quanto richiedono un importante lavoro digestivo e intasano l’organismo. Questi ultimi possono essere biostatici, cioè rallentano la vita e sono ad esempio: latte e formaggi, uova, pesce, carni bianche, carni rosse.

In questa categoria ci sono poi gli alimenti biocidici, cioè che distruggono la vita come: zucchero, sale, cacao, tè, caffè, alcool, grassi cotti, alimenti raffinati, additivi e surrogati. In questi casi le forze vitali sono distrutte da procedimenti fisico-chimici di raffinazione e preparazione, avvelenano lentamente le cellule, perturbano l’assimilazione e bloccano l’eliminazione.

L’ingegnere francese André Simoneton era un esperto in elettromagnetismo e, rifacendosi anche alle ricerche di altri ricercatori, negli anni 30-40 del XX secolo, collaborò allo studio della vibrazione degli alimenti. Egli scoprì che gli alimenti, così come gli esseri umani, oltre che ad avere un potere calorico, quindi chimico energetico, hanno anche un potere elettromagnetico, quindi vibrazionale.

Servendosi di apposite apparecchiature scientifiche per misurare la quantità di onde elettromagnetiche degli alimenti, egli riuscì a fare una classificazione degli alimenti in base alla loro energia vitale. La bioradianza è l’emissione elettromagnetica dell’organismo e, secondo Simoneton quella di una persona sana non dovrebbe essere inferiore a 6.500 Angstrom, grazie all’influenza di onde telluriche, onde dello spettro solare e onde dei prodotti alimentari, che tutte insieme costituiscono un sistema vibratorio capace di generare onde vitali.

Differenza tra Emissione vibrazionale cibo cotto - cibo crudo  

 

Il cibo morto è il cibo febbricitante, mal combinato, cotto (dipende dai metodi di cottura), elaborato industrialmente e richiede parecchia energia per essere digerito. Il cibo vivo è il cibo fresco e maturo, che è un concentrato di energia liberata con la masticazione e assimilata con la digestione. In quest’ultimo caso c’è un buon apporto di energia per il lavoro digestivo.

A influenzare la vitalità intervengono comunque diversi fattori quali: i tipi di coltivazione, i metodi di cottura e di conservazione degli alimenti, le trasformazioni industriali e l’ambiente termico nel quale avviene la digestione.

Preciso che le informazioni riportate in quest’articolo non vogliono essere degli assolutismi e rispettano la varietà di visioni rispetto all’alimentazione e al modo di alimentarsi, ribadendo quanto detto all’inizio: il rapporto con il cibo è una relazione personale e principalmente una relazione con sé stessi.

Rimando alcuni approfondimenti in merito all’alimentazione consapevole, anche rispetto alle caratteristiche più energetiche e sottili del cibo, a successivi articoli per non dilungarmi troppo nel presente contesto.

 

Autrice: Anna  Di Natale

Naturopata e Operatrice Olistica

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