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- LA SORGENTE DEL SILENZIO -

Comunicare con l'Assoluto: Ipercomunicazione

08/04/2016

Il fenomeno si chiama Ipercomunicazione. Il fatto di diventarne consapevoli è d’importanza fondamentale per il futuro dell’umanità. La sua scoperta è di portata planetaria.

 

Colloquio con gli dei

 

L’Ipercomunicazione riguarda proprio una forma di comunicazione, d’estensione praticamente infinita, che ci collega con gli altri esseri umani, con la Natura e con tutto l’Universo. Le basi scientifiche dell’Ipercomunicazione affondano le loro radici negli studi più all'avanguardia di paleontologia, psicologia, radioestesia, neurofisiologia, fisica, genetica e linguistica. Secondo recenti studi di paleontologia e psicologia, la Teoria dell’Evoluzione Naturale di Darwin sta cedendo il passo ad una nuova visione non più lineare e orizzontale dell’evoluzione delle specie, ma verticale, con veri e propri salti quantici, che seguirebbero elegantemente la stessa legge universale del movimento dell’energia. 

Concentrandoci sull'evoluzione dell’umanità, il fenomeno si svolge nello stesso modo. L’evoluzione della nostra specie non si è sviluppata come una linea retta che, partendo dalle scimmie antropomorfe e i primi ominidi, è arrivata alla civiltà umana contemporanea. Ma si è sviluppata in senso verticale, con salite e discese. 

Se prendiamo in considerazione l’intervallo di tempo degli ultimi tremila anni, periodo in cui l’Ipercomunicazione è diventata inconscia, possiamo vedere che è un periodo di tempo brevissimo, in proporzione a tutta la storia dell’umanità. Tutti i nostri antenati hanno vissuto praticando l’Ipercomunicazione come una forma normale di comunicazione interiore. Una forma di linguaggio che andava al di là delle differenze etniche e dell’ambiente geografico di appartenenza. Tramite l’Ipercomunicazione, le donne e gli uomini dell’antichità, comunicavano interiormente con gli dei, con la Natura e tra di loro. Per fare ciò utilizzavano quasi sempre degli archetipi. 

Lo psicologo Gustav Jung, all'inizio del XX secolo, aveva già notato come questi simboli arcaici erano molto ricorrenti nei sogni che i suoi pazienti gli riportavano. Jung comprese che gli archetipi erano onnipresenti e innati in tutti gli esseri umani, di ogni epoca e cultura, sia che gli individui se ne rendessero conto, sia che la loro presenza rimanesse inconscia e affiorasse soltanto come esperienza onirica. Da questo studio, Jung intuì l’esistenza di un inconscio collettivo. Una coscienza di gruppo, da cui gli individui potevano attingere una quantità illimitata d’informazioni. Gli esseri umani dei tempi antichi non avevano un senso dell’ego e un’individualità così fortemente strutturata come l’abbiamo noi oggi. Si affidavano alla loro voce interiore, con cui parlavano con gli dei e con Madre Natura, come nel culto ancestrale della Dea Madre, fino alle numerose divinità del pantheon induista e greco-latino, per fare ogni tipo di scelta per la loro vita personale e della comunità intera. 

   Dea Madre - Venere di Willendorf - Austria

 

Dea dei Serpenti - Creta

 

Dalma di Elche - Spagna

 

Dea di Taranto - Berlino

 

Così, in quei tempi, la nostra specie possedeva una potente coscienza collettiva, che guidava i gesti importanti e quotidiani. Qui è fondamentale il paragone tra questa  forte coscienza collettiva umana e la coscienza collettiva degli animali selvatici, che ancora oggi possiamo osservare. L’Ipercomunicazione esiste, infatti, anche tra gli animali.

 

Equazioni coscienti nei popoli del cosmo

 

Per darvi un’idea completa della portata dell’Ipercomunicazione, essa è presente ed è utilizzata anche da tutti gli altri esseri viventi, come pure dai sistemi considerati “non viventi”, dotati anch'essi di coscienza, parte integrante di una coscienza cosmica. Negli ultimi anni Nuove Equazioni vengono scritte ed intuite, equazioni che guidate da potenziali intelligenti ed interconnessi, esprimono comportamenti fisici coscienti. Con costanti e variabili che s’informano simultaneamente e vicendevolmente dell’attività di ciascuna di loro, creando ponti d’unione e di passaggio d’informazioni tra campi che fino a poco tempo fa era impensabile correlare tra loro. Come nella Teoria della Stringhe 

e della Gravità Quantica e Massa Olografica di Nassim Haramein.  

Finalmente stiamo andando verso una nuova scienza, la scienza del XXI secolo. Non sarà più una scienza meccanica, espressa da formule senza vita, ma una nuova scienza organica, pulita e dotata di vita. Utilizzerà equazioni organiche, guidate da potenziali fisici coscienti, come espressioni eleganti dell’aspetto reale dell’Universo. Un organismo vivente, simultaneamente informato e interconnesso, tra tutte le sue infinite membrane dimensionali, che ne compongono la sua meravigliosa struttura. Cosciente, nelle sue fluttuazioni cosmologiche, dove il Big Bang non è altro che uno degli innumerevoli e simultanei microcosmici battiti, di una struttura enormemente più grande, infinitamente intelligente ed evoluta. Perfezione assoluta. La coscienza è insita in ogni espressione dell’Universo ad infiniti livelli: dalla materia inorganica, agli organismi unicellulari, ai vegetali, agli animali, fino ad arrivare all'essere umano. In un processo infinito d’individualizzazione, in cui una forma di coscienza diventa sempre più in grado di concepire schemi soggettivi di relazione con l’Universo, per giungere ad un livello in cui il pensiero intuisce la possibilità di realizzare una scelta. In un cammino evolutivo che porta il soggetto a percepire se stesso più intensamente come entità individuale, conservando uno stimolo che si evolve in desiderio d’integrazione con i propri simili e con la totalità del Cosmo.

                                                                                      

Quando i geni bisbigliano

 

Negli esseri viventi, l’Ipercomunicazione è utilizzata per agire come mente comune, per gestire l’adattamento, la riproduzione e la sopravvivenza della specie. Un batterio e un virus, pur nella loro estrema semplicità, riescono a conoscere istantaneamente ciò che fanno o subiscono i loro simili, a distanze che, in proporzione alle dimensioni microscopiche, sono gigantesche. Dall’Ipercomunicazione nascono gli input simultanei per le mutazioni genetiche, necessarie per difendersi dai sistemi immunitari degli organismi da loro aggrediti e per proteggersi dall'attacco dei farmaci come gli antibiotici o dai vaccini. 

 

Virus che si agganciano alla membrana cellulare: interazione fra la frequenza “chiave” di risonanza dei virus e la frequenza “serratura”che può chiudere la membrana cellulare per proteggere la cellula. Queste frequenze possono essere modificate da entrambe le parti. Quando i virus subiscono un attacco da parte del sistema immunitario informano istantaneamente e simultaneamente tutti i virus della loro famiglia, ovunque sul pianeta essi si trovino. Se noi esseri umani fossimo collegati costantemente alla nostra coscienza collettiva, potremmo agire come fanno già i virus, rimanendo protetti dalle malattie virali.

 

La stessa cosa accade tra le piante di una foresta, bosco o campagna che sia, anche quando tra loro c’è una grande distanza. La comunicazione è ugualmente diretta e istantanea. L’Ipercomunicazione funziona anche come canale di comunicazione tra la nostra coscienza e la materia definita “non vivente”. Dal semplice sasso, al tavolo sopra al quale sto scrivendo, fino ad arrivare ai cristalli

e all'acqua.

Sostanze dalle proprietà di memorizzazione, ricezione e trasmissione, informatica ed energetica, incredibilmente evolute. Secondo le scoperte e gli studi scientifici della fisica quantistica degli ultimi anni, viene dimostrato sperimentalmente che il comportamento delle particelle sub-atomiche

viene modificato dalla nostra stessa coscienza, anche soltanto quando in noi nasce una semplice intenzione, non ancora espletata materialmente. Si tratta quindi di un’interrelazione istantanea tra due forme di coscienza che, benché assai differenti tra loro, utilizzano lo stesso medesimo canale di comunicazione.                        

Le onde quantizzate accelerano, si agganciano in fase Spin e implodono verso l’Infinito,

scivolando nel vuoto e  passando in un’altra membrana dimensionale dell’Universo. 

Elaborazione di Dan Winter della formazione di un cunicolo spazio-temporale che si fissa su una delle basi azotate del DNA.  A destra della struttura del tunnel in entrata, il cromosoma che funziona come un computer biologico.

 La Nave di Morfeo

 

“Quando i sussurri

 si nascosero nel sonno

e solo Morfeo dischiuse

 le porte delle stelle,

il pianeta s’inclinò

 tra i guanciali dell’aurora,

per solcare silente

i lontani cosmi

con la prua rivolta

alla galattica luce.”

 

Gli unici esseri di questo pianeta che sono in grado di diventare coscienti di se stessi, ma che rimangono inconsapevoli dell’Ipercomunicazione, siamo noi esseri umani.

Con l’eccezione del periodo della vita prenatale intrauterina, 

dei neonati che non hanno ancora imparato a parlare e di un numero crescente di persone che possiedono delle capacità sensitive.  Persone che in questo inizio di nuovo millennio, per motivi evolutivi di portata planetaria, sono in costante aumento.Si calcola, infatti, che il 15% dei nati negli ultimi anni sia interessato da un’altissima sensibilità. Fino ad arrivare, per molti di loro, ad un utilizzo più o meno consapevole dell’Ipercomunicazione e alla possibilità di conservare queste capacità, anche dopo l’infanzia. Con una novità assoluta nel campo dell’evoluzione umana: cioè l’uso dell’Ipercomunicazione a fianco di una nuova consapevolezza di essere individui con un ego ben strutturato, che si connettono a tutto l’Universo. Qui si comprende la differenza fondamentale tra l’Ipercomunicazione vissuta da un essere umano del XXI secolo

e la stessa forma di comunicazione vissuta da un nostro antenato più di 3.000 anni fa.

E’ un fatto assodato tra molti paleontologi che verso il 1.000 a.C. l’Ipercomunicazione, negli esseri umani, si era andata ormai sempre più atrofizzando, per lasciare posto ad un’Ipercomunicazione inconscia, che accadeva e accade ancora tutt'oggi quando durante il sonno sogniamo. Durante il sonno REM (fase dei movimenti rapidi degli occhi), le onde cerebrali entrano nella gamma Theta. Questa fase è di solito associata ai sogni. A differenza della fase delle onde Delta (sonno profondo), caratterizzata dall’assenza dei sogni, dove l’attività cerebrale è ridotta al minimo, la fase Theta ha un aumento molto intenso dell’attività dell’emisfero destro, che diventa preponderante rispetto a quello sinistro. 

E’ da notare che durante il normale stato di veglia, accade esattamente il contrario, cioè l’emisfero sinistro prende il sopravvento rispetto a quello destro, con produzione abbondante di onde Beta. Durante lo stato di veglia, noi utilizziamo di solito la nostra mente razionale, con la quale ci relazioniamo con gli altri e con il mondo. Quando utilizziamo questo tipo di mente, cadiamo inevitabilmente in tutti i suoi grandissimi limiti, che ci portano ad utilizzare solo un misero 3-4% delle nostre potenzialità mentali. Dov'è finito il restante 96% delle nostre capacità? Esse rimangono in uno stato potenziale e quasi assolutamente addormentato. Per la nostra incapacità di utilizzare appieno l’emisfero destro, da svegli e in coordinazione con quello sinistro.

 

Nella coscienza una luce si accende

 

Gli artisti e gli scienziati, per esempio, accedono all’Ipercomunicazione accidentalmente quando entrano in quegli stati alterati di coscienza che chiamiamo ispirazione creativa e intuizione scientifica. L’Ipercomunicazione, com'era vissuta ordinariamente dai nostri antenati, includeva una potente attività d’incrocio neuronale ed elettromagnetico, tra emisfero destro e quello sinistro, in collaborazione simultanea tra loro. Questo avveniva con la partecipazione di vaste reti neuronali, situate nella corteccia cerebrale, interessando profondamente anche l’amigdala e l’ipotalamo. 

Risultava che le percezioni di sensitività con i mondi naturali e spirituali, nonché la comunicazione a distanza tra i nostri simili, venivano ricevute e trasmesse istantaneamente. Tutto ciò accadeva a qualunque distanza. La trasmissione, sempre istantanea, veniva visualizzata, ascoltata, memorizzata, a volte espressa verbalmente e vissuta emotivamente, entrando a pieno diritto nella realtà socialmente condivisa e riconosciuta. Questa forma di comunicazione profonda, che oltrepassa i limiti dello spazio e del tempo, si sta risvegliando sempre di più in un grande numero di persone. 

Questo cambiamento è in realtà un ciclico ritorno di una caratteristica genetica innata nell'essere umano: la possibilità di ripristinare una sensazione di connessione con tutto ciò che esiste, per sentirci di nuovo non separati da nessuno e da nessuna cosa, da un'unica Sorgente a un unico Oceano.

 

Estratto da: "DNA e Ipercomunicazione"

Autore: Roberto Mantovani

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