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- LA SORGENTE DEL SILENZIO -

Quando l'Intuizione Apre Nuovi Varchi

25/02/2016

 

Alcuni scienziati, rivolto il loro sguardo al mistero della vita, hanno avvertito “la pochezza” di ciò che è conosciuto, come se regnasse una sorta di cecità generale di fronte a ciò che realmente siamo.

Ma la spinta, insita nell’uomo, e che va oltre la curiosità, a porsi grandi domande sull’esistenza, su chi siamo e quali sono le nostre origini, è stata sempre lo stimolo ad intraprendere, in ogni campo, viaggi verso nuovi orizzonti e ad esplorare nuovi territori, aprendo così un ventaglio di innumerevoli opportunità.

Così è stato, ed è, per ricercatori, scienziati, filosofi e per chiunque è giunto a voler indagare sulla vita, a volte dopo aver vissuto eventi traumatici, malattie, separazioni o altro.

Attraverso la mente razionale, tipologia di mente che siamo addestrati  ad utilizzare nella società fin da bambini, non è possibile trovare risposte adeguate alle domande esistenziali. Questo, non perché la mente razionale non debba essere utilizzata, anzi, essa ci è utile per svolgere fondamentali operazioni.

Il perché la mente razionale è inadeguata in questo caso è dovuto al fatto che essa è duale e funziona secondo un sistema binario.

Se rimaniamo nella dualità, vediamo solo che qualcosa è bianco o nero, è brutto o bello, la vita o la morte, la salute o la malattia e così via; rimaniamo quindi in uno schema orizzontale dove abbiamo visione di un solo aspetto della realtà e ci perdiamo tutto il resto.

Se invece sviluppiamo una mente intuitiva, andiamo verso la verticalità che ci permette la sintesi degli opposti, quindi di avere una visione unitaria di ogni cosa. In quest’ultimo caso possiamo inoltre cogliere delle intuizioni che ci permettono di trovare delle risposte a questioni di carattere esistenziale.

Einstein, quando era ragazzo si chiese: “Che succede se pedalo alla velocità della luce e accendo il fanale della bici, si accenderà?”. Per ben dieci anni egli, risoluto nella sua ricerca, è rimasto su questa domanda, nell’ignoto, fino a quando non ha avuto l’intuizione da cui è scaturita la teoria della relatività.

Grandi scoperte, di cui l’intera umanità ha potuto beneficiare sono state frutto della forza d’animo e dell’intuizione di pochi. Ed è con la stessa tenacia e determinazione che invito ognuno a ricercare nella propria profondità, il senso di ogni cosa, per accrescere il proprio essere, per divenire esseri consapevoli, per vivere la propria individualità come trame uniche della stessa maglia.

 

L’articolo è tratto da “La Via Stretta - Malattia ed Evoluzione” di Anna Di Natale

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