• Anna Di Natale

Le Piramidi di Montevecchia


Gesta di antiche civiltà sono contenute nella pietra, che vive ancora ed emana vibrazioni di mistero e di custodia di un tempo in cui l’uomo parlava con Dio. Queste pietre, sommerse da arbusti, ciuffi d’erba ed in alcuni punti da coltivazioni, a prima vista, nella loro enorme struttura, possono sembrare delle semplici colline terrazzate formatesi in una verdeggiante zona.

Sto parlando delle Piramidi di Montevecchia scoperte grazie alle rilevazioni e dall’intuizione dell’architetto Vincenzo Di Gregorio nel 2001. Esse sono situate nella Val Curone, all’interno del Parco di Montevecchia, tra Lecco e Milano. La rete di costruzioni utilizzate per usi sacri, come le piramidi, rinvenute ormai in diverse parti del mondo, conferma la relazione tra civiltà antiche in possesso di tecnologie avanzate. Tale rete sembra condurre ad un'unica civiltà risalente a parecchie migliaia di anni fa.

Non è stata definita con precisione la datazione delle piramidi di Montevecchia, anche se se ne presume l’esistenza fin da quando era stata iniziata l’agricoltura 11.000 anni fa e sicuramente all’epoca dei Celti nel 500 a.c. Le caratteristiche di queste piramidi, anche se di dimensioni diverse, sono le stesse delle piramidi della Piana di Giza. Gli apparenti terrazzamenti, a quanto pare, sono gradoni. Anche queste piramidi lombarde, come quelle egiziane, sono perpendicolari tra loro e allineate alle tre stelle della cintura di Orione: Alnitak, Alnilam e Mintaka. Esse sono alte tra 40 e 50 mt, la prima in alto è costellata da cipressi, quella centrale che è quella più evidente si chiama Belvedere Cereda e la terza è invece coperta da querce.

In una calda giornata di agosto ci siamo incamminati per un’esplorazione percettiva delle piramidi di Montevecchia. Siamo giunti senza deciderlo, prima ai piedi della struttura centrale, la Piramide Cereda Belvedere, che era utilizzata, in cima, come osservatorio astronomico, un uso comune presso le popolazioni Celtiche. Mentre salivamo, al di là delle poche informazioni che già avevamo raccolto precedentemente su internet, abbiamo avvertito una trasformazione nel nostro sentire. Avanzando verso l’alto, ad ogni voluta della spirale energetica che regge l’impalcatura energetica entro cui è racchiusa la struttura piramidale, le sensazioni si sono fatte più sottili, quasi come se penetrassero nell’interiorità per sfiorare i tasti del sacro e del senso di connessione con le forze spirituali.

Una volta in alto, dove al centro è stato posto un monolite, ho avvertito una sensazione di sospensione. Al centro del piano in cima alla piramide, abbiamo percepito inoltre, la presenza di un grosso incrocio di pareti geo-magnetiche, ci siamo seduti intorno ad esso e tutte le sensazioni erano amplificate. Siccome il sole era forte, abbiamo cercato un angolo in ombra sul perimetro per sederci a praticare una percezione focalizzata del luogo.

Visioni di esseri eterei, memorie stratificate nelle epoche fiorenti e nelle epoche di caduta nell’oblio, dimenticanze dei popoli nell’alternanza di sacro e profano. Se si resta immobili ad ascoltare le voci, che dalle pietre si diffondono, si può udire ancora il dialogo con le stelle e i pianeti e la forza della mano di coloro che hanno testimoniato la voce divina attraverso l’atto sacrale e rituale.

Anna Di Natale

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Photo by Giulio Baldi on https://giuliobaldi.wordpress.com/

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