• Anna Di Natale

La Scrittura Autobiografica per Guarire


Raccontare il proprio vissuto permette di attraversare una via terapeutica e, come tale, la scrittura autobiografica è riconosciuta già da un po’ di anni. Tutti possono esercitare questa pratica, anche chi sa scrivere a malapena senza che sia necessario conoscere perfettamente la grammatica e senza essere acculturati. La valenza del ricostruire la propria storia con un racconto è quella di esplorare in sé stessi per cercare delle comprensioni che non hanno ancora raggiunto un traguardo. Questo consente infatti di vedere tutto con maggiore chiarezza e lucidità. Si tratta della ricerca di un senso per la propria vita, una direzione che ci ha condotti fino al punto in cui siamo arrivati fino a quel momento.

Situazioni utili in cui la scrittura autobiografica può essere efficace sono i momenti di disorientamento, di crisi, di passaggio. Personalmente ritengo che l’autobiografia sia un ottimo sostegno per gli anziani, perché così l’ho testimoniata nel proporla a due anziani a me cari, i miei genitori. I risultati stupefacenti che ho potuto osservare in loro, senza diventare io la loro terapeuta e rimanendo figlia, mi hanno fatto sorgere il desiderio un giorno di attuare un progetto di raccolta delle storie degli anziani, affinchè questo serva come forma di guarigione per ogni singolo prima di andarsene da questo mondo, ma anche per l’Umanità nel suo insieme, in quanto ogni persona rappresenta un frammento della storia dell’Umanità e si fa tramite di essa.

La scrittura autobiografica è una tecnica catartica e liberatoria, perché consente di manifestare l’espressione di sé nell’arco di un tragitto di vita da cui traspare anche qualche raggio che dall’inconscio fa capolino.

Il fatto di riuscire ad abbracciare la propria storia in un solo e ampio sguardo consente di contemplarla con maggiore distacco, per averne una visione più profonda e più dettagliata, per vedere tutto con meno identificazione e quindi comprendendo allo stesso tempo la causa e l’effetto degli eventi. Questa opportunità favorisce lo sciogliersi di certi attriti e conflitti che energeticamente avevano rappresentato dei nodi e li alleggerisce. Si fa pulizia dai ristagni emotivi riguardo quelle emozioni covate per tanto tempo.

Inoltre, nel raccontarsi sono presenti eventi personali vissuti in un contesto storico e sociale, Si diventa perciò conduttori testimoni di un significato che ricostruisce la storia in maniera più veritiera e in un senso più allargato.

Insomma, la scrittura autobiografica è una pratica che instilla il prendere coscienza di sé stessi, di ciò che ci ha caratterizzati ciclicamente e di come abbiamo espresso espandendole le nostre qualità innate.

Quando ce ne andremo da questo mondo, la nostra storia rimarrà qua, a noi sarà servita solo per fare il punto della situazione e per assorbirne l’essenza da portare con noi nel nostro viaggio. In essa altri esseri umani si potranno rispecchiare, per comprendere meglio loro stessi e per non dimenticare le loro origini di cui l’intera storia alberga nell’inconscio.

Per avere un esempio di come un’autobiografia può essere trasformativa vi consiglio di leggere due testi che ho pubblicato e che hanno rappresentato una sperimentazione molto efficace. Si tratta dell’autobiografia dei miei due genitori e di cui io ho facilitato la stesura per la pubblicazione, evidenziando gli aspetti più salienti attraverso i miei commenti. I titoli dei due testi sono: “La Storia di Sarina – Vissuti di Donne si tramandano” e “Mani sollo il Sole scolpiscono una Vita”.


Anna Di Natale – Naturopata

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