• Anna Di Natale - Roberto Mantovani

Energie del Passato nel Presente: il Muro Megalitico di Crego

Video, immagini e articolo su questo ancestrale luogo sacro.


Breve Video 1° Parte

https://youtu.be/eMbb5NTRsNY


Breve Video 2° Parte

https://youtu.be/ps3QaDWLJ6Y


Immagini dei particolari del sito

il Pianoro sulla Sommità del Muro Megalitico di Crego


Roberto Mantovani mentre percepisce con il palmo delle mani la parete geomagnetica lungo il perimetro superiore del Muro Megalitico. Il Muro è perfettamente costruito lungo intense linee geomagnetiche e orientato nella direzione dei 4 principali punti cardinali Nord-Sud ed Est-Ovest. Roberto insegna, all'interno della Scuola di Formazione di Lettura dell'Aura, anche la localizzazione nell'ambiente esterno e interno delle linee geomagnetiche.


Le proporzioni del Muro Megalitico rispetto ad Anna, che si trova in piedi molto vicino al muro, e, nell'immagine sotto, rispetto a Roberto, che rimane un pò più distante dal muro.



Articolo con diverse informazioni sul Muro Megalitico di Crego


ENERGIE DEL PASSATO NEL PRESENTE


Un giorno un amico ci ha segnalato un luogo da lui trovato per caso, mentre cercava su internet nuove escursioni in montagna.

È così che siamo andati ad incontrare e a percepire il Muro Megalitico di Crego, in località Arvenolo, in montagna a quasi 1000 metri di quota. Crego è una frazione di Premia, in provincia di Verbano-Cusio-Ossola.

Secondo alcuni siti web di associazioni archeologiche il muro viene fatto risalire ad epoca Protostorica, cioè all’interno di uno spazio temporale che si potrebbe inserire tra i 3000 e i 6000 anni fa.

Questo sito non è tanto conosciuto e passa inosservato agli occhi di tanti, nonostante la sua imponenza. Pensate che è un muro realizzato a secco lungo circa 20 metri, alto 6 metri e profondo 13 metri. Le pietre che lo compongono pesano diverse tonnellate, alcune di esse arrivano ad una lunghezza di 6 metri. I tre muri rimasti, che delimitano un’area rettangolare, sono orientati secondo i punti cardinali. Diverse caratteristiche farebbero pensare ad un uso ritualistico o comunque sacro di questa struttura, compresa l’esposizione panoramica verso le montagne di fronte.

Non esistono tante informazioni certe su questo luogo, ma solo supposizioni.

Quello che io e Roberto abbiamo praticato una volta là è stata una percezione psicometrica, ossia una percezione che permette di entrare in contatto con ciò che risulta registrato nel campo energetico di un sito architettonico antico. La stessa pratica è applicabile anche a oggetti appartenuti ad esseri umani. L’oggetto o il luogo fisico fanno da ponte per accedere ad una serie di informazioni che riguardano le gesta e i vissuti che si sono svolti in quel luogo o relativi alla persona che ha posseduto quell’oggetto, a volte con una sovrapposizione di epoche.

Anche solo a rimanere sdraiati nel prato superiore al muro si può percepire una vibrazione particolarmente alta e, contemporaneamente, molto accogliente. Dove si estende tale pianoro un tempo vi era una struttura sovrastante di cui ancora si trovano le pietre sparse tutto intorno. Il suono dell’acqua che sgorga alla base del muro riporta all’immagine ancestrale di rituali di iniziazione sacra.

Il portale, in gran parte crollato e sostenuto da una trave in pietra di circa tre metri, esprime non soltanto una possente presenza fisica, ma dona anche, a chi lo sa ascoltare, la percezione di un passaggio tra due dimensioni diverse.

Le immagini di un complesso di strutture sacre e ancestrali emergono, immerse nella brezza che l’aria di montagna porta lontano.

Una delle pietre che si trovano all’angolo dei due muri presenta una coppella, probabilmente vi erano altre pietre coppellate e coincidenti con una costellazione, in modo che ciò che è in terra potesse vibrare in sinergia con il cielo.

Lungo le pareti del muro megalitico si percepiscono chiaramente delle linee geomagnetiche di una particolare intensità.

Il tutto è artefice di un’atmosfera vibrante, che porta noi visitatori molto in profondità nel silenzio e che immerge la coscienza in una sorta di limpida bolla dimensionale.


Anna Di Natale

Roberto Mantovani


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