• Anna Di Natale

Che cos’è un Rituale?


La parola rito origina dalla radice sanscrita "ri-" che sta ad indicare lo scorrere, l’andare. La parola sanscrita "ritis" vuol dire procedimento e la si può interpretare come usanza. L’etimologia della parola rito la troviamo anche nel latino "ritus", nel greco "arithmòs" che vuol dire numero, e ancora nel sanscrito "rtà-" che significa misurato. Possiamo allora dire che il rito è un procedere misurato e ordinato.

Quando si parla di rituali si pensa sempre all’aspetto estetico ed esteriore del rituale, ma esso è prima di tutto una serie di processi interiori rivolti ad ottenere degli effetti desiderati. L’aspetto più materiale del rituale è costituito dall’utilizzo e la disposizione di oggetti rappresentativi delle energie e serve per aiutare a meglio focalizzare tali energie.

In realtà non ci sarebbe bisogno di oggetti, ma essi contribuiscono solo a rinforzare l’intensità dell’intento da cui parte il senso di un determinato rituale e che scaturisce sempre da un atteggiamento interiore. Gli oggetti che si possono utilizzare possono essere diversi in base al tipo di rituale, ad esempio si possono utilizzare oggetti raccolti in natura e che rappresentano gli elementi di natura.

E’ frequente ad esempio quando svolgiamo rituali sciamanici nella natura utilizzare le pietre, per delimitare un cerchio magico, all’interno del quale tracciamo quattro settori dedicati e rivolti verso i punti cardinali.

In questo caso utilizziamo ciotole contenenti acqua per rappresentare l’elemento Acqua, pigne e ancora pietre per l’elemento Terra, incensi o erbe odorose per l’elemento Aria, stando attenti a non incendiare il bosco qualcosa che richiama l’elemento Fuoco, di solito al centro poniamo qualcosa di bianco o di trasparente per l’Etere. Poi si invocano le energie collegate alle direzione e agli elementi utilizzando tutti questi oggetti. Questo tipo di disposizione si può riprodurre anche in casa, su un tavolino costruendo un piccolo altare, vicino al quale svolgere i propri rituali e aggiungendo all’occorrenza altri specifici oggetti. Altri oggetti che possono essere utilizzati hanno geometrie e forme archetipali e ognuno ha lo specifico scopo di richiamare una particolare energia. Questi oggetti assumono una valenza sacra, vengono utilizzati ad esempio anche nei riti religiosi.

Ma come ho detto prima l’oggetto è solo la superficie del rituale. Ci deve essere all’origine un forte intento, per ottenere un movimento di energia direzionata verso lo scopo per cui viene effettuato il rituale. I rituali possono essere praticati collettivamente per un unico obiettivo, oppure anche individualmente. Nelle diverse culture sempre essi sono stati creati e utilizzati per svariati motivi. Ad esempio ci sono rituali di invocazione, di purificazione, di iniziazione, propiziatori, di passaggio delle stagioni, di connessione con i cicli della luna, di passaggio nei diversi cicli della vita ed altri ancora. Nei rituali svolti da gruppi di persone, l’aspetto cerimoniale ha una sua importanza, perché permette l’esteriorizzazione di una sequenza di gesti che nel gruppo s'intensificano ancora di più e diventano un modello per ognuno da seguire, dando la possibilità di usufruire di un campo di energia più vasto. Un rituale individuale può essere svolto anche con semplicità, anche solo attraverso pochi gesti interiori. A parte gli oggetti, la gestualità, interiore o esteriorizzata che sia, è importante per dare una forma e una direzione all’energia. Si tratta ovviamente di gesti simbolici che possono essere costruiti e predefiniti, ma possono essere anche frutto di una gestualità libera e spontanea. Molto spesso vengono utilizzati danze, canti e suoni di strumenti più o meno rudimentali. Comunque non si deve pensare a un rituale sempre come a qualcosa di precostituito, ma esso potrebbe nascere con naturalezza lasciandosi trasportare dal sentire e dai movimenti del momento. I rituali più belli che ho vissuto e che ho sentito più intensamente nel cuore sono stati quelli spontanei, l’importante è avere chiaro l’intento da cui parte il rituale.

Possiamo chiamare rituale anche il ripetersi dei movimenti fisiologici degli organi fisici del nostro corpo. I nostri organi, attraverso il loro procedere ritmico e ordinato, onorano la vita e la sua espressione nella dimensione corporea. Anche alcuni momenti che appartengono a situazioni del quotidiano possono essere vissuti con la stessa importanza di un rituale ritenuto sacro. Importante, in questo caso, è portare presenza e attenzione ad alcuni piccoli gesti, lasciando spazio alle sensazioni che ne possono scaturire per arricchire la nostra giornata di energia a nostra disposizione, anziché essere succubi di soli atti meccanici.

Un rituale è perciò dinamico, in quanto non segue uno schema statico e superficiale, ma segue un’onda di apertura a una multidimensionalità energetica e può dare veramente effetti su piani differenti.

Anna Di Natale

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