• Roberto Mantovani

Il DNA che Cambia con le nostre Parole e i nostri Pensieri


Indipendentemente dalla funzione biochimica di produttore di proteine, il DNA è un complesso microprocessore biologico che comunica con l’Universo intero, come è emerso dalle più recenti ricerche effettuate in Russia.

Quando nel 1990 a Mosca si è incontrato il gruppo di scienziati diretto da Pjotr Garjajev, la visione comune era che la ricerca sul genoma umano portata avanti soltanto con l’ausilio della biochimica era troppo limitata.

I ricercatori russi si erano accorti che con questo modo di vedere, più basato sul dogmatismo ortodosso che su obbiettive conoscenze scientifiche, una grande quantità d’informazioni importanti restavano fuori dalla loro possibilità di conoscenza.

Facevano parte di questa equipe scienziati altamente qualificati, soprattutto membri dell’Accademia delle Scienze russa. Oltre a fisici c'erano anche biologi molecolari, biofisici, genetisti, embriologi e linguisti. Il direttore del progetto Pjotr Garjajev, biofisico e biologo molecolare, era membro sia dell’Accademia delle Scienze di Mosca sia di quella di New York.

Il biofisico e biologo molecolare russo Pjotr Garjajev

Negli anni successivi all’inizio di questo progetto di ricerca che ha portato alla scoperta del fenomeno del DNA fantasma, il gruppo di Mosca era arrivato a scoperte ancora più rivoluzionarie sul funzionamento del DNA .

Fino ad oggi si è parlato del “codice genetico” come di una decodifica sistematica delle informazioni e quest’aspetto ci è stato presentato come qualcosa di ovvio. Ma finora la genetica si è fermata lì e ha svolto il resto del lavoro esclusivamente servendosi della chimica invece di coinvolgere anche gli esperti del linguaggio.

A Mosca le cose sono andate diversamente. Qui il codice genetico è stato sottoposto anche a uno studio accurato da parte di linguisti.

Elaborazione di Dan Winter: Analogie geometriche tridimensionali tra lettere ebraiche e lettere sanscrite. Nella loro forma ricorre ripetutamente la Spirale in Proporzione Aurea.

Le stesse curve a spirale nella forma del Dna.

La lunghezza tra le due spirali del DNA è di 34 angstroms e la larghezza di 21 angstroms (21 e 34 si trovano nella serie numerica di Fibonacci), perciò il DNA segue la Proporzione Aurea.

Dna e la curva della Spirale Aurea.

Lo studio sull’origine del linguaggio umano mostra che le lingue arcaiche, come l’ebraico, il sanscrito e anche altre, sono state trasmesse tramite i cunicoli spazio-temporali fissati nel DNA da un disegno superiore, materializzatosi in modelli geometrici frattali corrispondenti alle musiche frequenziali adatte per esprimere l’essenza delle cose create.

La linguistica è la scienza della struttura e della composizione delle lingue. Non studia solo le lingue naturali che si sono sviluppate nei singoli paesi e culture, ma anche i linguaggi artificiali, per esempio quelli usati per la programmazione dei computer e che sono stati elaborati nei decenni scorsi mediante l’utilizzo sistematico di conoscenze linguistiche.

Di una lingua si studiano le leggi come la sintassi, che sono le regole per la formazione di parole costituite da lettere, la semantica, studio del significato contenuto nelle parole, e i fondamenti della grammatica.

Se si applicano al codice genetico queste conoscenze scientifiche, ci si accorge che questo codice segue le stesse regole dei nostri linguaggi umani.

Attenzione, non le regole di una determinata lingua (per esempio in questo caso il russo), ma regole su un piano basilare, sui punti in comune fra tutte le lingue dell’umanità esistenti. Si può quindi mettere in relazione la struttura del codice genetico con ogni linguaggio umano esistente.

Da secoli gli scienziati sono alla ricerca della lingua originaria dell’umanità, Garjajev e i suoi collaboratori l’hanno trovata.

Dobbiamo invertire le relazioni: non è la struttura del DNA che corrisponde a quella del linguaggio umano, sono le lingue umane a essere strutturate secondo le regole del codice genetico!

Dopotutto il DNA e il codice genetico esistevano già ben prima che il primo uomo emettesse un suono articolato! Ognuna delle lingue umane sorte da allora ha seguito il modello fondamentale già tracciato nella struttura del codice genetico.

Non bisogna fraintendere questa scoperta: qui non si tratta di una concezione ortodosso-materialistica del mondo in base alla quale la capacità di parlare sarebbe solo un effetto secondario di proteine situate in certi geni.

Perfino l’allineamento delle basi elementari nel DNA segue una grammatica fissa, UN PROGETTO IMMATERIALE ANALOGO ALLA STRUTTURA DELLE NOSTRE LINGUE.

Qui lo grido nel fragore del silenzio, nella realtà più profonda la spiritualità e la scienza finalmente si fondono, combaciano, si compenetrano e diventano un tutt'uno, potente e meraviglioso disegno di cui tutto l’Universo ne è impregnato.

Già la scoperta successiva dell’equipe di Garjajev dimostrava che non si trattava di un processo fisico: l’analogia fra la struttura del DNA e il linguaggio umano era più spiccata proprio in quelle parti della macromolecola che non vengono usate per la sintesi proteica!

Abbiamo qui una scoperta rivoluzionaria per la genetica. E’ probabile che chi si limita a studiare i geni già conosciuti e definisce con disprezzo tutto il resto come “DNA muto” si perda l’essenziale.

Perché perdersi il grandioso spettacolo che dall'Assoluto si diffonde come una melodia, come un concerto infinito che inonda tutto il Cosmo, risuonando nella luce biofotonica delle armoniche che vibrano, senza sosta, in ogni antenna molecolare del DNA?

E’ paradossale: proprio il “DNA muto” è quello che parla una lingua!

Nel corso di esperimenti su vasta scala il gruppo di Mosca è infatti riuscito a dimostrare che questo codice dettagliato situato nel DNA non viene affatto usato per la sintesi di componenti finora sconosciute del nostro organismo, come avviene per i geni. Questo codice piuttosto viene utilizzato per la comunicazione, e più precisamente per l’Ipercomunicazione.

L’Ipercomunicazione è quindi uno scambio di dati a livello di DNA mediante il codice genetico. Dato che questo codice possiede una struttura che sta alla base di tutte le lingue umane, in questo modo vengono naturalmente trasportate anche informazioni superiori, in grado di affiorare alla coscienza umana, dove poi verranno interpretate.

Abbiamo già fatto la conoscenza dell’effetto del DNA fantasma, vale a dire dell’effetto per cui il DNA reagisce ad una luce laser coerente creando delle strutture di cunicoli nel vuoto che si comportano come dei microscopici canali di comunicazione.

Come si era già visto, attraverso le ricerche di Popp, il DNA è contemporaneamente antenna, superconduttore e serbatoio d’informazioni luminose.

Garjajev e i suoi colleghi sono andati ancora più in là: hanno analizzato il comportamento oscillatorio del DNA, scoprendo che segue le leggi delle forme ondulatorie non lineari, le onde solitoniche, che sono in grado d’immagazzinare modelli informativi per lunghi periodi e di trasportarli a grandi distanze.

Ecco come Pjotr Garjajev descriveva il funzionamento del DNA dopo le sue scoperte:

“La maggioranza cerca di capire i principi del computer biologico costituito dal DNA appellandosi esclusivamente alle regole di Watson-Crick-Chargaff: A-T,G-C. E’ giusto, ma non basta! Il continuum del DNA cromosomico nei sistemi viventi ha degli attributi ondulatori che ci fanno dedurre qualcosa d’ignoto, un programma, analogo a quelli dei computer, per la creazione di organismi. Il codice genetico a noi noto è un codice per la sintesi proteica e nient’altro. In vivo i cromosomi lavorano come computer solitonico-olografici con l’impiego di una radiazione laser endogena al DNA”.

Questa è già scienza del XXI secolo. Ma non dimentichiamo che le affermazioni di Garjajev hanno un fondamento scientifico a livello teorico e sono documentate da esperimenti.

Le conseguenze di queste scoperte sono incredibilmente semplici, ma sicuramente rivoluzionarie.

Nel DNA sui raggi dei soft-laser biologici, naturalmente emessi all'interno della macromolecola, sono modulate dei modelli di frequenze, che influenzano anche le informazioni delle onde del DNA stesso e quindi perfino l’informazione genetica.

Questo può accadere semplicemente con le parole e le frasi del linguaggio umano, dette, pensate consapevolmente, oppure dette e pensate senza consapevolezza!

Infatti i fondamenti della struttura linguistica sono gli stessi.

Il gruppo di ricerca di Mosca è riuscito a dimostrare sperimentalmente anche questa conclusione. La sostanza del DNA in vivo (cioè nel tessuto vivo, non in provetta), reagisce alla luce laser modulata sul linguaggio, e perfino alle onde radio, se si mantengono le giuste frequenze di risonanza.

Da tutto ciò Garjajev osservava che dietro a questo fenomeno del DNA esiste una strategia creativa immateriale che dirige l’evoluzione degli organismi, un progetto di costruzione prestabilito, dove i tunnel spazio-temporali che si fissano sul DNA funzionano sia come canali riceventi, sia come canali trasmittenti.

Di fronte a questo diventa assolutamente evidente che la scienza di oggi ha aperto una porta attraverso cui ognuno di noi può passare per scoprire cosa c’è dietro, in base alle proprie esperienze, potenzialità e apertura interiore.

"Quando l’Infinito trasmette

la materia diventa trasparente

e nel Silenzio

sprofonda l’Anima"

- Articolo estratto da: "DNA e Ipercomunicazione" -

- Autore: Roberto Mantovani -

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